Dove sono i docenti “migliori”? Dibattito aperto, a partire dai risultati della Maturità

di Giulia Boffa
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I risultati degli esami di Stato registrano ancora un divario forte tra gli studenti del Sud e quelli del Nord.

Il record delle lodi è detenuto dagli studenti del Sud: solo in Puglia e Campania sono 1.647, un numero maggiore della somma delle lodi ottenute dai diplomati di Lombardia, Veneto e Piemonte.
Anche la Puglia è da primato, con 934 lodi (2,6%), in aumento del 2,3% rispetto al 2015. Seguono Campania, con 713 cento e lode e la Sicilia con 500. L’Emilia Romagna si ferma a 328, la Toscana a 222.

Il dibattito nasce perché c’è una discordanza con i risultati della prova Invalsi e con le rilevazioni internazionali, come Ocse-Pisa, le regioni del Sud molto al di sotto della media europea, contraddicendo quindi i risultati degli esami. Il Nordovest e il Nordest conseguono risultati di molto superiori alla media nazionale, il Centro risultati intorno alla media e il Sud e le Isole risultati invece al di sotto.

Ciò che preoccupa il Nord è invece che i risultati degli esami di Stato sono molto più importanti in quanto condizionano l’accesso all’università, la graduatoria dei concorsi pubblici e le borse di studio. Una decina di anni fa il MIUR introdusse anche un premio in denaro per i maturati con lode di mille euro, che fu tagliato poi a circa 600.

La regione Veneto,con a capo Zaia, lanciò un appello all’allora ministro dell’Istruzione Stefania Giannini per chiedere controlli a campione sugli alunni, ispezioni a sorpresa negli istituti di tutta Italia, commissioni ministeriali formate da esperti che garantissero uniformità di valutazione per i voti assegnati in classe. Stefania Giannini rispose che era una questione da accertare se i docenti del Sud fossero più generosi e annunciò che tale accertamento sarebbe stato fatto attraverso la valutazione dei professori.

Giacomo Pignataro, rettore dell’Università di Catania, afferma che i docenti del Sud alzano i voti in classe per evitare la dispersione scolastica, abbassano gli standard di valutazione e chi mediamente studia ottiene invece valutazione superlative. Secondo Gavosto della Federazione Agnelli, neanche le industrie danno più peso al voto della maturità, perché è lasciato troppo alla discrezionalità della valutazione: occorrerebbero prove standardizzate e criteri di correzione e valutazione comuni a livello nazionale, dice Gavosto.

Anna Maria Ajello, presidentessa dell’istituto Invalsi, dice che il decreto sulla valutazione dovrebbe introdurre la prova Invalsi alla maturità: occorrerebbe una prova unica in tutta Italia a computer, che dia risultati oggettivi.

Nel dibattito si inserisce anche il discorso che la stragrande maggioranza dei docenti che insegnano al Nord sono del Sud, questo da decenni. Secondo recenti sondaggi il 37% degli studenti italiani risiede al Sud, Isole incluse; gli studenti del Sud sono diminuiti del 10% in 18 anni; il 78% dei docenti coinvolti negli ultimi trasferimenti è del Sud.
I dati sono questi, facendo una differenza tra docenti e cattedre nel Mezzogiorno: ci sono complessivamente 16.500 docenti in più dei posti, al Centro-Nord mancano invece 17.628 docenti: da una parte quindi il 67% di docenti in meno, dall’altra quasi il 54% in più; in Sicilia abbiamo invece il 64,3% di docenti in più.

Ecco un commento di Gian Antonio Stella a tutta la situazione organici: “Le urla contro “la deportazione coatta”, i lamenti per “una misura indecente e inaccettabile”, le denunce degli “esiti nefasti della mobilità nella scuola”, gli appelli contro “l’esodo biblico”, sono esasperazioni che si rifiutano di tener conto di un dato di fatto: non potendo spostare scuole e studenti, devono spostarsi i docenti”.

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