Docenti messicani in sciopero contro la riforma che cancellerà il passaggio padre – figlio nell’insegnamento

di Giulia Boffa
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GB – I docenti messicani sono in sciopero da settimane contro la riforma radicale dell’istruzione approvata dal governo.

I manifestanti hanno bloccato l’accesso principale dell’aeroporto di Città del Messico ed hanno fermato il traffico per chilometri in una delle principali strade della città, aumentando in questo modo il malcontento popolare. Imponenti le misure di polizia.

GB – I docenti messicani sono in sciopero da settimane contro la riforma radicale dell’istruzione approvata dal governo.

I manifestanti hanno bloccato l’accesso principale dell’aeroporto di Città del Messico ed hanno fermato il traffico per chilometri in una delle principali strade della città, aumentando in questo modo il malcontento popolare. Imponenti le misure di polizia.

Gli insegnanti, soprattutto dei poveri Stati del sud, protestano contro la legislazione approvata in Senato mercoledì secondo cui verrà attuato un sistema di standardizzazione delle assunzioni controllate dal governo: la misura impedirà che gli insegnanti continuino a passare il posto di lavoro ai loro figli, come di fatto spesso avveniva in molte aree del Paese.

La riforma, voluta dal presidente Enrique Peña Nieto, prevede un piano di autonomia degli istituti scolastici e test periodici di valutazione per gli insegnanti. Il sindacato degli insegnanti Central nacional de trabajadores de la educación teme che questi test siano una scorciatoia per far passare licenziamenti di massa.

La legge è stata firmata da Peña Nieto a febbraio ed è già stata approvata dalla camera dei rappresentanti.

“La riforma dell’istruzione è stata approvata e non si perderà ancora del tempo per la sua entrata in vigore”, ha dichiarato Peña Nieto durante il G20 di San Pietroburgo.

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