I docenti meridionali fuggono dal nord perchè diventa impossibile viverci con stipendi bassi. Lettera

di redazione
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Fortunata Cammilleri – Sono d’accordo, e fanno bene, per vari motivi, ma ci si deve, anche chiedere, come fanno quei disgraziati di docenti che sono ormai costretti a vivere al nord, e con mutui e figli da mantenere (perchè si è poveri, ma non si appartiene alla categoria dei casi sociali, per cui la casa, o la si compra o la si prende in affitto) magari con uno stipendio misero. Se poi si è MONOREDDITO vorrei capire come fare per sbarcare il lunario… infatti non c’è da capire.

Di solito si finisce per essere strozzati dai debiti, e la vita scorre in una indicibile miseria. Si va a scuola con scarpe rovinate (e gli alunni criticano perchè sono convinti che i professori abbiano i soldi), con vestiti vecchi, tutto è calcolato al minimo… una vita di stenti.. quando spetterebbe ben altro. Si va avanti… ma fino a che punto, se si è costretti a comprare roba scadente che nuoce alla salute, quella che si perde anche per troppi pensieri, troppe angosce per le scadenze dei pagamenti…

Non è vita, questa, è strazio… ma, intanto, c’è chi ingrassa a spese di chi pensava di vivere decentemente dopo una lunga formazione e un costante aggiornamento.

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