Docenti lavoratori fragili: in malattia o utilizzati per 36 ore in altra mansione, anche a distanza: biblioteca, supporto didattico, laboratori

Il Ministero dell’Istruzione, con la nota 1585 dell’11 settembre 2020, a firma del capo dipartimento Max Bruschi, ha dato ulteriori indicazioni in tema di lavoratori fragili. Così il Ministero intende gestire che è più esposto al rischio di contagio fino a quando non sarà rientrata l’esigenza Covid-19.

Ecco i criteri di gestione dei fragili, lavoratori già colpiti da patologie che potrebbero aggravarsi in caso di infezione da coronavirus.

Modulo per la richiesta

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Cosa si intende per fragilità

La condizione di fragilità è da intendersi temporanea ed esclusivamente legata all’attuale situazione epidemiologica. La circolare interministeriale (Ministero del Lavoro e Ministero della Salute) del 4 settembre 2020 fornisce chiarimenti e aggiornamenti con particolare riguardo ai lavoratori “fragili” rispetto a quanto previsto dalla Circolare del Ministero della Salute del 29 aprile 2020. Anche sulla base delle evidenze scientifiche, il riferimento esclusivo all’età non costituisce elemento sufficiente per definire uno stato di fragilità nelle fasce di età lavorative.

Pertanto il concetto di fragilità va individuato in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore/lavoratrice rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto. La “maggiore fragilità” nelle fasce di età più elevate della popolazione va intesa congiuntamente alla presenza di comorbilità che possono integrare una condizione di maggior rischio.

La situazione di fragilità deve essere certificata dal medico competente a seguito di verifica preventiva o richiesta specifica (anche da parte del lavoratore). Non ci sono margini di discrezionalità per nessuna delle parti (lavoratore, dirigente scolastico, medico).

La procedura per chiedere la condizione di fragilità

  1.  Il lavoratore richiede al dirigente scolastico di essere sottoposto a visita attraverso l’attivazione della sorveglianza sanitaria e fornirà al medico competente, al momento della visita medesima, la documentazione medica relativa alle pregresse patologie diagnosticate, a supporto della valutazione del medico stesso.
  2. Il Dirigente scolastico attiva formalmente la sorveglianza sanitaria attraverso l’invio di apposita richiesta al medico competente (o a uno degli Enti competenti alternativi).
  3. Il Dirigente scolastico concorda con il medico competente le procedure organizzative per l’effettuazione delle visite, anche mettendo eventualmente a disposizione i locali scolastici, se a giudizio del medico sia possibile garantire adeguate condizioni di areazione, igiene, non assembramento; qualora il medico non li giudicasse adeguati, sarà suo compito indicare al lavoratore una diversa sede per l’effettuazione della visita. Nel caso in cui la sorveglianza sia stata attivata presso uno degli Enti competenti alternativi, sarà l’Ente coinvolto a comunicare al lavoratore luogo e data della visita.
  4. Il Dirigente scolastico fornisce al medico competente una dettagliata descrizione della mansione svolta dal lavoratore, della postazione/ambiente di lavoro dove presta l’attività, nonché le informazioni relative alle misure di prevenzione e protezione adottate per mitigare il rischio da Covid-19 all’interno dell’Istituzione scolastica.
  5. il medico competente, sulla base delle risultanze della visita, “esprimerà il giudizio di idoneità fornendo, in via prioritaria, indicazioni per l’adozione di soluzioni maggiormente cautelative per la salute del lavoratore o della lavoratrice per fronteggiare il rischio da SARS-CoV-2 (Covid-19), riservando il giudizio di inidoneità temporanea solo ai casi che non consentano soluzioni alternative” (Circolare del Ministero della Salute e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 4 settembre 2020, n. 13). La visita dovrà essere ripetuta periodicamente anche in base all’andamento epidemiologico.
  6. Il Dirigente scolastico, sulla base delle indicazioni del medico competente, assume le necessarie determinazioni.

Quando il lavoratore può tornare a lavoro

Nel caso in cui la visita esiti in un giudizio di idoneità, il lavoratore continua a svolgere o è reintegrato nelle mansioni del profilo di competenza

Inidoneità temporanea del lavoratore fragile in relazione al contagio

Il medico competente può indicare un’inidoneità temporanea, riferita alla situazione di contagio in relazione alle condizioni di fragilità del lavoratore. L’inidoneità può essere intesa come l’impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa nel contesto dato oppure solo relativamente alla specifica mansione svolta.

Se il docente è dichiarato è dichiarato inidoneo a svolgere la mansione di insegnamento, ha il diritto di essere utilizzato in altri compiti, prioritariamente nell’ambito del settore scuola, tenendo conto della preparazione culturale e dell’esperienza professionale maturata

Alcune attività che i docenti possono svolgere

  •  servizio di biblioteca e documentazione;
  •  organizzazione di laboratori;
  • supporti didattici ed educativi;
  • supporto nell’utilizzo degli audiovisivi e delle nuove tecnologie informatiche;
  •  attività relative al funzionamento degli organi collegiali, dei servizi amministrativi e ogni altra attività deliberata nell’ambito del progetto d’istituto.

Ove ritenuto necessario da parte del Dirigente scolastico e compatibile con le esigenze correlate allo svolgimento della nuova funzione, le attività di cui sopra potranno essere svolte in modalità di lavoro agile.

Il competente Direttore dell’Ufficio scolastico regionale predispone l’utilizzazione del lavoratore presso l’Istituzione scolastica di provenienza, avendo cura di riportare l’orario di lavoro a 36 ore settimanali, come previsto dall’articolo 8 del CCNI Utilizzazioni inidonei.

Inidoneità temporanea a svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Il personale dichiarato temporaneamente non idoneo in modo assoluto deve essere collocato, con apposito provvedimento, in malattia d’ufficio fino alla scadenza del periodo indicato dal medico competente. Infatti, in questo caso il giudizio del medico esclude ogni possibilità di impiego nel contesto lavorativo di riferimento.

Per il personale docente ed educativo utilizzato in altri compiti o temporaneamente inidoneo allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa, è disposto il rinvio del periodo di prova, là ove l’eventuale rientro nelle specifiche mansioni non consenta di svolgere i 120 giorni di attività didattica previsti.

Personale a tempo determinato

Per quanto attiene al personale a tempo determinato, il lavoratore presenta al dirigente scolastico la richiesta di essere sottoposto a sorveglianza sanitaria e dal relativo procedimento esso risulti inidoneo
temporaneamente alla mansione. Successivamente si procederà a collocare il lavoratore medesimo in malattia, fino al termine indicato dal giudizio di inidoneità temporanea, ai sensi delle disposizioni contrattuali vigenti. Potrà, infine, darsi il caso che il giudizio del medico rechi, per alcuni profili di personale ATA, una idoneità a svolgere soltanto alcune mansioni del profilo.

In tal caso il Dirigente scolastico avrà cura di disporre la presa di servizio individuando, tra quelle previste, le mansioni che più aderiscono alle indicazioni sanitarie prescritte.

ATA: lavoro agile, orari, cambio mansioni e malattia: cosa prevede la circolare per i lavoratori fragili

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