Docenti lavorano poco, ecco perché non è così. Nessuno “infanghi” la categoria. Lettera

di redazione
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Buongiorno, ho letto con molto interesse la lettera del sig. Marcello D’ Andrea  “Scuole aperte anche in estate?”, e una risposta mi sembra opportuna e necessaria. Innanzitutto è veramente  interessante notare che  un altro  NON ADDETTO AI LAVORI ( come se non bastasse già la lungimiranza della nostra classe politica)  abbia “ finalmente “ trovato una soluzione efficace al tema FERIE DOCENTI:  grazie. 

Il signor D’Andrea dovrebbe però,  nel momento in cui avanza una critica, comunicare dati certi, almeno per essere un tantino credibile, e soprattutto per non far circolare notizie false tra l’opinione pubblica.

Allora, provo a fare chiarezza io. Innanzitutto i docenti usufruiscono di 32 giorni di ferie come tutti gli altri dipendenti del comparto pubblico; inoltre, è vero che le ore frontali sono 18 settimanali ( per le scuole di I e II grado) , ma a queste vanno aggiunte le ore dedicate a tutti i numerosi impegni obbligatori che il contratto prevede ( e la cui retribuzione è compresa nello stipendio)  in orario extrascolastico,  e le numerose  ore oltre il contratto che ogni docente “dona” alla scuola gratis et amore dei.

E’ vero che la scuola non inizia il primo settembre, ma per una ragione ben precisa: il dirigente e i docenti sono impegnanti nell’ organizzazione dell’intero anno scolastico. I docenti, quindi, dal primo settembre SONO IN SERVIZIO e lavorano. Inoltre, la progettazione didattico-educativa non si può certo programmare ad agosto, vero? e  non può neanche essere approssimativa ed esaurirsi in un paio di giorni. La scuola è una comunità educativa la cui organizzazione è molto complessa ( forse  la moglie del sig. D’Andrea, che svolge uno tra i ruoli più delicati all’interno della scuola, avrebbe dovuto dirglielo): la scuola è una cosa seria, ma questo molti l’hanno dimenticato.

Ricordo, inoltre, che tanti docenti sono arrivati in pensione, con carriere onorabilissime, da precari; e tanti, purtroppo, ancora lo sono.  Capisco la difficoltà del lavoro da precario e di tale posizione giuridica, ma si tratta di un problema GENERALIZZATO, non solo del personale ATA.

Con la presente credo e spero di aver chiarito buona parte delle tante inesattezze della lettera del sig. D’Andrea, ricordando tanto per la cronaca che le ricerche scientifiche hanno dimostrato che il lavoro dell’insegnante è secondo, per stress e logoramento, solo ai piloti d’aereo di linea.

Sinceramente da docente non ho gradito i toni della lettera e le accuse manifeste  e non, che dalla lettera si possono evincere.  Il mestiere di insegnante, caro sig. D’Andrea, è tra i più ardui al mondo, soprattutto alla luce di una perdurante crisi educativa che sta travolgendo in primis noi insegnanti; pertanto, non Le consento di gettare fango sulla categoria a cui orgogliosamente appartengo.  I problemi, quelli veri, che non sono certe le ferie dei docenti o le ore di lezione,  si risolvono diversamente.

Cordialmente
prof. Federico De Lauro

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