Docenti italiani tutti pessimi? Lettera

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Inviato da Fortunata Cammilleri –  Ma che bravo docente, complimenti! Per lui tutti gli insegnanti fanno pena, o quasi, invece il docente in questione i miracoli li sa fare con le sue posizioni strampalate.

In ogni caso, si è solo agganciato a quanto detto dall’UE per sciorinare proposte che appaiono appartenere ad un liberalismo bieco, della peggior specie. Al centro le famiglie e gli alunni… Ah, dimenticavo! anche i dirigenti scolastici naturalmente, che dovrebbero avere, a suo parere, ancora più libertà, quando invece è proprio l’eccessiva autonomia che ha reso la scuola il manicomio da cui non si riesce ad uscire.

L’ultima trovata è il punteggio accumulato nell’alternanza scuola-lavoro che va ad alterare il sistema di valutazione, che appare del tutto fuori controllo. Un docente coscienzioso impiega tanto tempo per un mezzo voto in più o in meno, nella volontà di essere il più vicino possibile alla realtà delle cose, nella fattispecie alla preparazione dell’alunno, poi giunge il punteggio alternanza scuola-lavoro, altro punteggio dovuto a crediti (per aver scelto la religione cattolica, per aver fatto volontariato, o per aver partecipato a qualche maratona scolastica…) e i voti di questi bravi alunni si alzano se non in modo esponenziale, comunque, in maniera tale da alterare il quadro di valutazione degli alunni, che i presidi cercano in tutti i modi di alzare.

Lui che ne sa dei docenti? Ha forse insegnato in scuole medie o in certi professionali dove l’utenza (pardon volevo dire i clienti) è già tanto se va a scuola con un libro e un quaderno? I miracoli… eppure la scuola pubblica di miracoli in tutti questi anni ne ha fatti, e se proprio dobbiamo giudicare il sistema italiano dell’istruzione possiamo senza dubbio dire che è uno dei più avanzati, almeno in termini di teoria.

L’Europa coglie solo un aspetto: quello della miseria economica in cui versa la vita dei docenti italiani, non dei sacrifici che questi fanno in termini di ore dedicate all’insegnamento, e non mi riferisco certo alle 18 ore (che poi sono molto di più), ai compiti da correggere, alle lezioni da preparare, all’infinita burocratizzazione nata per progetti, per documenti da stilare, per pratiche da adempiere… Chi può immaginare l’inferno che c’è a scuola per la presenza di alunni maleducati, completamente disinteressati all’istruzione, all’assurda condizione di famiglie che si precipitano a scuola a picchiare i docenti per aver dato un voto in meno (secondo la loro elevata capacità di giudizio) al loro genio? Si sparano giudizi a raffiche e non s’è capito ancora nulla del tarlo che s’è insinuato nel sistema dell’istruzione, non di quello italiano, ma europeo, e non solo europeo. Una sola la differenza: negli altri Paesi UE i docenti vengono pagati molto di più che in Italia, dove ci sono insegnanti che si sono proletarizzati di brutto.

Bravo insegnante fa miracoli anche in scuola disastrata, pessimo neppure in scuola perfetta. [INTERVISTA]

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