Docenti italiani lavorano poco? I dati dicono altro: primi in Europa per giorni di scuola

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Gianfranco Scialpi – Giorni di scuola, abbiamo un bel primato! Con la Danimarca siamo tra i primi in Europa! Il “si dice”, purtroppo, propone qualcosa di diverso. I dati autorevoli, invece, dicono altro. L’esempio che davanti a grafici e numeri non c’è discussione! Il problema risiede nella diversa distribuzione delle pause.

Giorni di scuola nell’anno, il condizionamento del “si dice” Giorni di scuola, siamo i primi in Europa! Sembra strano, condizionati dal “si dice” che presenta i docenti come lavoratori privilegiati. Il ritornello tornerà in auge con l’inizio delle vacanze estive. Alcune volte il messaggio passa attraverso il canale del “non detto, ma si comprende”. In altri termini, utilizzando una espressione molto cara ai teorici della comunicazione, il contenuto diventa metamessaggio, cioè viaggia utilizzando sguardi, prossimità corporale, toni della voce…

E’ ultimo esempio di un analfabetismo funzionale anche di molti laureati che hanno smesso di leggere e scrivere da diversi anni. Attualmente gli analfabeti funzionali gravi sono il 42%, mentre quelli a un livello medio registra il dato del 39%. E questo significa che 4 italiani su 10 hanno gravi difficoltà “a usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana.” Qui si annida l’informazione di superficie, quella basata sulle emozioni e sensazioni. Non a caso il filosofo G. Lipovetsky ha definito il contesto post-moderno come dominato dal “Piacere e colpire” (2019). Nel nostro specifico tutto questo si traduce in affermazioni del tipo:” gli insegnanti hanno tre mesi di vacanze estive, quindici giorni a Natale e sette almeno a Pasqua”. L’informazione di livello superiore presenta un’altra realtà

Ovviamente alcuni dati sono oggettivi, ma sono limitati a quelli delle vacanze natalizie e pasquali. Il resto è solo un “si dice”, senza alcun fondamento. Quello che disturba è la pessima immagine che emerge: gli insegnanti lavorano poco, hanno troppe ferie…!
Saliamo di livello, offrendo dati autorevoli, aggiornati e accurati. Questi sono desunti dallo studio Eurydice- Indire (2018-19):

La Danimarca e l’Italia presentano il calendario più lungo (200 giorni), uniforme nei tre gradi di studio. Gli altri paesi hanno un calendario scolastico tra i 170-190 giorni.

Le due tabelle evidenziano che in Italia le vacanze sono concentrate a Natale, Pasqua e in estate. In altri paesi i giorni di pausa sono distribuiti durante tutto l’anno (ottobre-maggio). Ad esempio in Francia, le vacanze estive durano 8 settimane, ma tra ottobre-novembre e a carnevale le scuole sono chiuse complessivamente per 4 settimane.

La maggior parte dei paesi a giugno chiude i cancelli. Quindi le vacanze estive sono concentrate tra giugno e fine agosto. Fanno eccezione paesi come la Germania, l’Islanda, la Norvegia e la Scozia. L’inizio del loro anno scolastico è compreso tra il 1° agosto e 22-23 agosto. Ovviamente non è difficile comprenderne il motivo: la diversa latitudine rispetto alla nostra.

La differente organizzazione delle pause influisce sulla durata delle vacanze estive. Si va da un minimo di 6 a un massimo di 12-13.

Le vacanze estive vanno dalle 6-8 settimane (Francia,Germania,Liechtenstein,RegnoUnito, Norvegia…) alle 10-12 (Finlandia Grecia, Islanda,Portogallo, Spagna, Ungheria…) . La Lettonia, l’Italia chiudono l’elenco con 13 settimane.

Versione stampabile
anief banner
soloformazione