Docenti inidonei, rischio fallimento la politica del governo. Troppi nodi da sciogliere per la mobilità intercompartimentale

di redazione
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dp – Abbiamo chiesto a Maria Teresa De Nardis, membro e per molti anni referente del Coordinamento Nazionale Bibliotecari Scolastici (che raggruppa per la maggior parte docenti utilizzati in altri compiti), come interpretare la scarsa adesione da parte dei docenti inidonei al passaggio ai profili Ata prevista dall’ultima finanziaria. Ricordiamo, infatti, che le domande sono state soltanto 500 su oltre 4000 docenti.

dp – Abbiamo chiesto a Maria Teresa De Nardis, membro e per molti anni referente del Coordinamento Nazionale Bibliotecari Scolastici (che raggruppa per la maggior parte docenti utilizzati in altri compiti), come interpretare la scarsa adesione da parte dei docenti inidonei al passaggio ai profili Ata prevista dall’ultima finanziaria. Ricordiamo, infatti, che le domande sono state soltanto 500 su oltre 4000 docenti.

Secondo la De Nardis possiamo leggere il dato come "come una protesta, un fallimento del progetto … Il Conbs ha raccolto il profondo ‘rigetto’ rispetto al transito negli ATA: abbiamo studiato tutti gli aspetti professionali, logistici, salariali e previdenziali di questo transito e ne è venuto fuori un quadro preoccupante, con punti oscuri per niente chiariti negli incontri Sindacati-Miur o dal MIUR stesso col decreto del 12 settembre." "Sicuramente – ha aggiunto – si è trattato di una protesta, ma nel rifiuto del passaggio nel ruolo ATA sono prevalsi l’aspetto economico, l’incertezza della sede e il sentirsi inadeguati a svolgere un lavoro per cui non si è preparati e stressante quanto l’insegnamento."

I sindacati comunque spingono per il rinvio di un anno rispetto all’applicazione delle misure, anche perchè i risvolti della seconda fase, cioè la mobilità intercompartimentale, sono incerti. Innanzitutto, i sindacati degli altri comparti sono in allarme per il paventato arrivo degli inidonei e hanno scritto ai Ministeri interessati per aprire un tavolo sulla mobilità. Ma ci sono altri nodi da sciogliere:

  • il blocco delle assunzioni;
  • le assegnazione di posti di alto livelli ai docenti laureati;
  • i posti di buon livello liberatisi per pensionamento che sono riservati alla progressione di carriera interna;
  • gli altri enti pubblici riluttanti perchè hanno già i loro inidonei e non ne vogliono altri (per la maggior parte inesperti, anziani e malati).

Insomma da più parti traspare scetticismo sull’effettiva possibilità di realizzazione della ricollocazione dei docenti inidonei. Entro il 15 ottobre dovrebbe essere pubblicato il decreto sulla mobilità intercompartimentale, ma già si parla di rinvio. Intanto molti collegi docenti si sono pronunciati a favore delle figure professionali attualmente rivestite dai docenti inidonei.

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