Docenti inidonei ricevuti dal Ministero, possibili interventi correttivi al Decreto?

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red – Ieri, una delegazione di docenti inidonei e del sindacato Cobas, sono stati ricevuti dal dottor Cosentino (Segreteria tecnica del Ministro), dalla dott.ssa Bono (Vice Capo di Gabinetto), dal dottor De Angelis (della direzione generale del personale). Presentata una proposta alternativa al passaggio nei ruoli ATA.

red – Ieri, una delegazione di docenti inidonei e del sindacato Cobas, sono stati ricevuti dal dottor Cosentino (Segreteria tecnica del Ministro), dalla dott.ssa Bono (Vice Capo di Gabinetto), dal dottor De Angelis (della direzione generale del personale). Presentata una proposta alternativa al passaggio nei ruoli ATA.

Nel resoconto dei COBAS, si riferisce che i docenti inidonei hanno fatto presente che a livello nazionale il contingente previsto per le immissioni in ruolo del personale ATA sui profili amministrativi e tecnici è di 2.662 posti, mentre gli insegnanti inidonei sono circa 3.500. Dunque 1.162 docenti inidonei, anche quando dovessero transitare nei profili ATA, non hanno posto, sono già soprannumerari prima del passaggio e perciò passibili di mobilità, ma se tutti i colleghi idonei ad altri compiti scegliessero il profilo amministrativo (cosa quasi certa) gli esuberi sarebbero 1731. Tutto questo mentre oggi i docenti inidonei occupano un posto ben preciso.

La delegazione ha poi presentato anche una propria a proposta alternativa:

Poiché il Governo ha indicato in circa 28 milioni di euro la cifra che per quest’anno deriverebbe dallo spostamento nei profili di assistente tecnico o amministrativo, i docenti inidonei hanno individuato nelle “Funzioni Strumentali al Piano dell’Offerta Formativa” (art. 30, CCNL 2003), una possibile alternativa, poiché la propria funzione è in realtà proprio di supporto al Piano dell’Offerta Formativa (POF), che è il documento centrale sul quale si fonda il patto formativo tra la scuola, gli studenti e le famiglie.

Il finanziamento annuale per tali figure corrisponde a circa 140 milioni di euro, i docenti inidonei sostengono la compatibilità tra la funzione da loro svolta e quella delle funzioni strumentali che ne hanno proprio una specificamente dedicata al supporto dell’Offerta formativa.

Il MIUR ha precisato che da parte del ministro c’è un impegno “politico” a valutare attentamente il documento oggi alla firma e che tale impegno è stato maturato proprio a seguito delle mobilitazioni che ci sono state e degli incontri messi in campo durante l’iter parlamentare di discussione del decreto.

I funzionari hanno però precisato che ci sono due livelli da dover tenere presenti nell’analizzare la situazione: Il primo livello è legislativo e il MIUR ha poco spazio per intervenire; il secondo livello è applicativo e qui, pur essendoci vincoli di bilancio, l’amministrazione può essere più “elastica” nell’adottare i provvedimenti necessari. Rispetto alla proposta dell’utilizzo di una parte dei finanziamenti per le Funzioni strumentali per riuscire ad avere gli stessi risparmi mantenendo però i docenti inidonei al proprio posto, è stato sottolineato dall’amministrazione che questa è materia contrattuale, essendo le cifre stanziate cifre del comparto e non dell’amministrazione. Con il che è sembrato chiaro che la soluzione potrebbe esserci ma, ancora una volta, c’è un’indisponibilità delle organizzazioni sindacali a trattare su una proposta che avrebbe dovuto essere la loro, ma che invece non hanno presentato.

L’amministrazione ha comunque dichiarato di acquisire il materiale per valutarne i contenuti e le proposte e che avrebbe vagliato la possibilità di effettuare interventi correttivi rispetto al personale inidoneo e, su proposta dei partecipanti, ha fissato un nuovo incontro tra il 3 e il 5 settembre prossimi.

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