Docenti inidonei e ITP, al Senato il Ministero dà i numeri. Urge soluzione entro 2014

di
ipsef

red – Ieri in VII Commissione cultura al Senato il sottosegretario Toccafondi ha, come promesso, riferito sul numero dei docenti idonei ad altri compiti e ITP delle classi C999 e C555 coinvolti nel passaggio ai ruoli ATA.

red – Ieri in VII Commissione cultura al Senato il sottosegretario Toccafondi ha, come promesso, riferito sul numero dei docenti idonei ad altri compiti e ITP delle classi C999 e C555 coinvolti nel passaggio ai ruoli ATA.

Il sottosegretario riferisce che a giudizio degli Uffici del Ministero, non possono esserci mutamenti rispetto a quanto valutato in occasione dell’approvazione del decreto-legge n. 95 del 2012 recante la "spending review", quando fu stimato che la questione investisse circa 3.565 docenti permanentemente inidonei, 800 docenti temporaneamente inidonei e 900 docenti titolari delle classi di concorso C999 e C555, con risparmi di spesa pari a euro 114,31 milioni nel 2013, 110,09 milioni nel 2014, 105,86 milioni nel 2015, 101,63 milioni nel 2016 e 97,41 milioni a decorrere dal 2017, in quanto le suddette cifre sono state inserite nei saldi di finanza pubblica.

Pertanto, anche nel caso in cui il numero degli inidonei non fosse più quello a suo tempo comunicato dal Dipartimento per l’istruzione, occorrerebbe comunque trovare una copertura finanziaria corrispondente a quelle cifre. Ciò, sia nel caso di un’abrogazione della norma che dispone il transito dei suddetti docenti nel personale ATA, come prevedono i disegni di legge in titolo, sia nel caso che la normativa resti immutata ma il numero dei passaggi nei ruoli ATA risulti di fatto inferiore rispetto a quello preventivato.

La questione diventa pressante anche perché la mancata attuazione del trasferimento nei ruoli ATA è coperta dalla clausola di salvaguardia prevista nell’articolo 1, comma 621, lettera b), della legge n. 296 del 2006, nei fatti riducendo l’importo disponibile dei fondi di cui all’articolo 4, comma 82, della legge n. 183 del 2011 e di cui all’articolo 64, comma 9, del decreto-legge n. 112 del 2008.

Al riguardo, precisa tuttavia che, ferma restando la necessità di verificare in quale misura detta copertura sia effettivamente disponibile nel corrente anno 2013, sicuramente non lo sarà più dal 1° gennaio 2014.

A decorrere da quella data, infatti, il fondo risulta azzerato per effetto della legge n. 228 del 2012 e l’ammontare di risorse residue nel fondo potrebbe essere nullo.

Insomma, tra l’incudine e il martello. Da un lato la nececessità di trovare una copertura di 100milioni di euro annui per modificare quanto previsto dalla Spending Review, dall’altro la scadenza del 2014 oltre la quale non si potrà più prorogare l’applicazione dei risparmi derivati dal passaggio di queste categorie di insegnanti nei ruoli ATA.

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