Docenti inidonei e biblioteche – proposta revisione utilizzazione

di Lalla
ipsef

Coordinamento Nazionale Bibliotecari Scolastici (CONBS) – La legge 135/2012 (Spending review) contiene un provvedimento (art.14 c.13) che trasforma in personale tecnico e amministrativo i docenti inidonei all’insegnamento per gravi motivi di salute e utilizzati in altri compiti; è pronta una bozza per il decreto attuativo e sappiamo che sono intercorsi allo scopo contatti ed incontri fra i tre ministeri coinvolti.

Coordinamento Nazionale Bibliotecari Scolastici (CONBS) – La legge 135/2012 (Spending review) contiene un provvedimento (art.14 c.13) che trasforma in personale tecnico e amministrativo i docenti inidonei all’insegnamento per gravi motivi di salute e utilizzati in altri compiti; è pronta una bozza per il decreto attuativo e sappiamo che sono intercorsi allo scopo contatti ed incontri fra i tre ministeri coinvolti.

La dequalificazione non è da poco -dall’ex 6°-7° livello al 4° (e risulta un autentico e perfetto AZZERAMENTO delle competenze, a differenza dell’ipotetico demansionamento degli I.T.P.)- oltre a costituire un accanimento su una categoria debole che, a rigore, è tutelata dalle leggi.

Ciò ha suscitato dubbi riguardo alla applicabilità, tanto che molti giuristi la ritengono incostituzionale e passibile di essere impugnata davanti al Giudice.

Invece noi siamo convinti che l’utilizzazione, se ben organizzata, costituisce una risorsa per conoscenza, impegno individuale, principi di civiltà, in particolar modo considerando le problematiche del “sistema scuola” in divenire.

Infatti, oltre alle malattie professionali tradizionali degli insegnanti, (apparato fono-uditivo, vista, cause di servizio) sono visibilmente in crescendo situazioni di disagio psichico – burnout. Tali patologie, proprie di tutte le helping professions, predispongono col tempo anche a malattie oncologiche.

Pertanto non è verosimile che l’inidoneità e la conseguente "Utilizzazione in altri compiti" vengano negate “per legge” a seguito di draconiani risparmi di spesa.

Negli ultimi 15 anni sono stati realizzati dal Ministero vari piani di promozione delle biblioteche scolastiche e di formazione dei docenti addetti, la maggioranza dei quali –docenti inidonei all’insegnamento- si è specializzata nell’educazione alla lettura e alla ricerca in tutti i livelli scolastici.

Tale politica è tuttora considerata un investimento nelle nazioni più avanzate.

Riteniamo che la Scuola non debba privarsi di quelle figure che finora hanno fornito supporto ai progetti dell’offerta formativa e mantengono funzionanti e vitali le biblioteche scolastiche, ora più che nel passato, vista la riduzione di insegnanti curriculari, la scomparsa delle ore di cattedra disponibili e la mancanza di fondi per il pagamento delle ore eccedenti.

I docenti inidonei pertanto rimangono l’ultimo arricchimento extracurricolare nella complessa articolazione scolastica.

D’altro canto siamo consapevoli che la attuale nostra FRAMMENTAZIONE (normativa e logistica) favorisce di fatto una "utilizzazione" poco valutabile secondo standard di efficienza e ciò può lasciar spazio ad elementi di "assistenzialismo" e può indurre un sensibile calo delle prestazioni.

Tenendo conto di ciò, il Conbs – Coordinamento Nazionale Bibliotecari Scolastici – propone un riassetto dell’istituto della "Utilizzazione in altri compiti" che da quasi 40 anni vede validamente impiegati i docenti
inidonei all’insegnamento, oggi individuati come “spreco”.

Contestualmente tentiamo –con le proposte allegate- di individuare altre pratiche aree di risparmio per permettere ai docenti inidonei di essere utilizzati in maniera assai più valida e su nuove basi.

Si tratta di “ridefinire” la condizione professionale del docente malato, in una cornice che preverrà con attenzione ogni tentazione di "parcheggio" e consentirà un reimpiego che metta a frutto il patrimonio professionale
acquisito, senza azzerarlo, anzi dia modo di incrementarlo e rinnovarlo rispettando comunque la richiesta di risparmio imposta.

Oltretutto le proposte governative di passaggio in altri ruoli e/o amministrazioni costituiscono scommesse azzardate ove si tenga conto dell’età media troppo avanzata, della salute poco affidabile e dell’innalzamento dell’età pensionabile.

Al contrario la nostra proposta consente l’attuazione dei vari progetti di lettura studiati per colmare le carenze registrate ai vari livelli di scolarizzazione, il connesso ampliamento dell’offerta formativa delle scuole, l’eventuale apertura al territorio –come richiesto dal Governo e dall’Europa- e risulterebbe un investimento evidente sia al legislatore che al contribuente.

Il percorso formativo e mansionale uniforme diverrebbe obbligatorio, al fine di creare uno status professionale più riconoscibile e garantito in previsione di riforme future.

Attraverso tale scelta :

– si rende meno traumatico il frequente e fisiologico turn over del personale dovuto all’età media elevata degli inidonei attuali e futuri;

– si rendono raffrontabili gli impieghi dei docenti inidonei nelle diverse scuole;

– si consente e garantisce un immediato reimpiego ed una adattabilità del precedente bagaglio conoscitivo e dei connessi titoli culturali, salvaguardando così una prosecuzione di carriera non mortificante, anzi arricchente per
tutti.

– si rende possibile un’eventuale iniziativa del singolo tendente a
mobilità esterna verso servizi bibliotecari pubblici.

Questo non esclude che si debbano tutelare e preservare le situazioni in essere, mediante norme transitorie, salvo volontari trasferimenti.

PROPOSTA DI NUOVE NORME E PROCEDURE PER L’UTILIZZAZIONE DEI DOCENTI INIDONEI ALL’INSEGNAMENTO

1. Modalità di Utilizzazione presente e futura

L’inserimento positivamente sperimentato, più "riconoscibile" professionalmente e più richiesto, si è consolidato nella biblioteca scolastica [da ora: b.s.; n.d.r.] e/o mediateca, elementi decisivi per:

gestione ordinata della b.s., promozione della lettura, sostegno alla multiculturalità, supporto a situazioni di svantaggio nelle situazioni di “diversità” o emergenza educativa, alfabetizzazione multimediale. E’ una situazione “strutturalmente protetta” per chi debba abbandonare il rapporto frontale a causa della salute.

Traendo spunto dalle normative internazionali IFLA, in passato sono state stanziate ingenti somme per formazione specialistica e per strumentazione e patrimonio documentale, pertanto l’Utilizzazione in biblioteca/mediateca costituisce un recupero di investimento.

Pure le non rare esperienze di “apertura” al quartiere, in orario extrascolastico, potrebbero sostenere la Utilizzazione, in sinergia con finanziamenti dall’Ente Locale e/o europei (già in sperimentazione nelle Regioni del sud). L’apertura al pubblico va incentivata mediante accordi che consentano il prestito librario agli iscritti al sistema territoriale, che provvederà a curare il rispetto delle regole (restituzioni in ritardo, cancellazione o multa ai contravventori). Anche la cessione di materiale librario in eccesso (doppioni) e/o di servizi andrebbe perseguita, ove si supporti il locale servizio di pubblica lettura.

In vari casi le b.s. sono strettamente collegate ai laboratori informatici, raccordando didattica e tecnologia. Lo spazio biblioteca va perciò ridefinito in mediateca -al di là della strumentazione effettiva- per il risultato educativo conseguente che si caratterizza col facilitare l’uso critico e consapevole del mezzo.

2 UTILIZZAZIONE IN ALTRI COMPITI

Premesso che per i docenti inidonei già utilizzati negli UST e USRsi debba trovare in tempi brevi la giusta collocazione nel loro attuale posto di lavoro, con conseguente riconoscimento del livello di inquadramento e
della esperienza pregressa, per i restanti docenti già utilizzati nelle scuole e per i futuri inidonei appare scelta logica e pagante l’individuare una dotazione “organica” di docenti bibliotecari con mansioni standard (non il ruolo ma almeno uniformità di mansioni e chiara interscambiabilità tra individuo e individuo, scuola e scuola).

3. TRATTAMENTO STIPENDIALE / RISPARMI DI SPESA

3.1 Fermamente intenzionato a conservare del docente anche le prerogative stipendiali, il personale interessato rimane comunque “aperto” a futuri cambiamenti che coinvolgessero l’intera categoria insegnante.

3.2 Potrebbe concepirsi una minor remunerazione per le varie situazioni “non-frontali”, provvisorie o definitive rispetto al personale che sostiene il rapporto col gruppo classe. Tale differenziale potrebbe concepirsi relativamente ad una piccola percentuale della voce “retribuzione professionale docenti”.

3.3 Rimane garantito che quanti transiteranno nei ruoli Ata conserveranno integro l’ammontare dell’ultimo stipendio percepito prima del passaggio, come da Codice civile

4.COMPITI DELL’ UST

4.1 Ogni UST procede alla compilazione di un elenco delle scuole disponibili nell’Ambito Territoriale. La prima compilazione avviene entro 8 mesi dalla legiferazione attuativa. Successive compilazioni seguono allo scadere di ogni triennio, in tempo utile per l’anno scolastico. Le scuole avranno dichiarato contestualmente di possedere le condizioni per l ’Utilizzazione dei docenti inidonei (soddisfano i parametri minimi richiesti per una b.s.).

I medesimi uffici compileranno inoltre due distinti elenchi alfabetici degli utilizzati: uno per le inidoneità provvisorie, uno per le permanenti. I tre elenchi saranno costantemente on line.

4.2 Le nuove necessità di Utilizzazione, verificatesi nei periodi intermedi, sia per gli inidonei temporanei che per i permanenti, verranno comunque aggiornate senza soluzione di continuità ed i docenti utilizzati immediatamente dalle scuole prescelte che rilascino il benestare.

4.3 Gli UST, alla scadenza annuale, procederanno ad integrare i tre elenchi mediante aggiunte in coda.

4.4 Non si ritiene necessaria la redazione di “graduatorie” a punteggio per i dipendenti in quanto i nuovi casi si aggiungono in continuo durante l’anno, quindi ogni dipendente sceglierà tra quanto disponibile al momento e previo "gradimento" della scuola ricevente.

Solo in caso di contemporaneità si procede a differenziare due o più concorrenti sulla base dei principi esposti più sotto.

4.5 Gli aspiranti Utilizzati potranno depositare un curriculum che evidenzi una formazione utile alla b.s.: elementi di biblioteconomia e cosiddette “information and communication technologies” (ICT).

4.6 Per l’aggiornamento degli elenchi e per facilitare l’inserimento del docente utilizzando, l’UST si avvale della collaborazione continuativa di un docente inidoneo competente *sulla normativa relativa a "inidoneità ed
utilizzazioni". Tale docente si occuperà anche del raccordo fra le varie b.s.

4.7 In caso di contemporanee richieste di Utilizzazione su medesima scuola, causa nuova Utilizzazione, si opera una valutazione, visibile ai concorrenti, che consideri nell’ordine:
– percentuale di invalidità e/o handicap (risultanti da referto della CMV)
– titoli di studio e perfezionamento confrontati per durata del corso e per attinenza alle mansioni
– anzianità di servizio, seguita dall’anzianità anagrafica

La valutazione, espletata prevalentemente on line, viene affidata a tre persone : un funzionario UST competente di inidoneità; il docente inidoneo “esperto”; un docente delegato dalla scuola ricevente.

Le richieste di trasferimento vanno invece accodate alle nuove utilizzazioni.

4.8 Gli aspiranti utilizzati che risultassero in eccedenza rispetto al numero di scuole disponibili, vengono utilizzati scegliendo tra scuole indicate dall’UST che, prive dei parametri richiesti, risultano più prossime all’obbiettivo e si impegnano a raggiungerlo. Scaduto il triennio, l’utilizzato dovrà trasferirsi in una delle scuole che rispettano i parametri (o in carenza dovrà cambiare scuola con scansione triennale tra quelle scuole aspiranti ad inclusione, nello “spirito” di migliorarne l’offerta e diminuirne lo svantaggio).

4.9 Ricevuto il verbale di inidoneità all’insegnamento l’UST entro 30 giorni convoca il docente per la firma del contratto di utilizzazione, lo informa degli obblighi come al successivo punto 6 e comunica le modalità di formazione.

5.COMPITI DELLE SCUOLE

5.1 Le scuole con popolazione scolastica non inferiore a 800 [1] unità ed interessate alle Utilizzazioni comunicano all’UST la vacanza del posto e dichiarano di possedere le risorse necessarie, quantificandole tramite modulo ministeriale, predisposto e scaricabile nel sito UST.

Tali dichiarazioni andranno onorate per l’intero triennio di validità dell’elenco.

5.2 Al successivo triennio ogni scuola che non abbia avuto nel frattempo la dotazione di un Utilizzato potrà non rinnovare l’iscrizione all’elenco territoriale. Se invece sia già dotata del personale dovrà garantirne*l’incarico anche per il successivo periodo, o sarà considerata inadempiente [sanzioni citate di seguito].

5.3 Per sopravvenuta o originaria dichiarazione mendace (senza dimostrati titoli), decisiva per l’iscrizione, o per mancata osservanza, in itinere, delle regole, la scuola sarà esclusa nelle tre candidature successive (due se cambia il dirigente) dagli elenchi in oggetto.

5.4 Le biblioteche dovranno soddisfare standard di base documentati all’atto della domanda:

– n.1 computer-operatore corredato da programma di gestione del catalogo, collegato ad

Internet, non obsoleto oltre 5 anni, munito di stampante; n.1 computer-utente;

– patrimonio documentario di almeno 3000 unità di volumi a stampa correnti per le scuole primarie, 4000 per le scuole secondarie di 1°grado e istituti comprensivi e 5500 per scuole superiori (oppure, in caso
di presenza di “fondo storico”, 5500 meno il 25% della consistenza numerica del fondo storico);

– finanziamento annuale di almeno 450 euro per soli acquisti “librari”, confermato nei POF delle scuole servite dalla b.s. (le scuole aperte al pubblico si avvalgono anche di forniture equivalenti, dal sistema territoriale con cui collaborano);

– presenza del bibliotecario scolastico [da ora: B.S. ; n.d.r.] nell’organismo di gestione della b.s. , con diritto di voto e funzione aggiuntiva di “segretario”;

– collaborazione sussidiaria di docenti curriculari o anche volontari (interni o esterni all’istituto) o coinvolgimento formativo-collaborativo di studenti, con previsti crediti formativi; la collaborazione sarà di almeno 6 ore settimanali negli istituti oltre 1000 studenti, più identico incremento orario per ogni incremento di 200 unità di popolazione scolastica [1] (obbligatoria la puntuale registrazione quotidiana delle presenze dei collaboratori).

5.6 Assistenza tecnica: va garantita continuativamente per un efficiente funzionamento di tutti i servizi.

5.7 Ambienti: nel caso la biblio-mediateca sia ospitata in un unico locale, questo può essere usato per attività collaterali solo se ad essa connesse e non oltre il 20 % dell’orario lavorativo del bibliotecario.

5.8 Mansioni: deroga alle ordinarie mansioni potrà essere data con nota dell’UST per particolari incombenze, impiegando il docente in altri compiti di sussidio alla didattica–non connessi alla b.s. – non oltre il 20 % dell’orario complessivo annuale.

5.9 Il bibliotecario scolastico è convocato per iscritto, quale "esperto", almeno alle sedute del collegio docenti in cui si presenta ed approva il POF per fornire a richiesta chiarimenti su attività e servizi e, se necessario, supportare e formalizzare l’annuale "progetto biblioteca" integrato nel POF.

Nota [1] : Si sommano anche plessi diversi, distanziati non oltre 1000 metri, se fruitori della stessa struttura. Al calcolo della popolazione contribuiscono anche altre scuole che condividano pienamente lo stesso servizio bibliotecario, sia causa “accorpamenti”, sia grazie a “reti” di prossimità, tra b.s.: riconosciute e assistite dal servizio bibliotecario territoriale e con cataloghi condivisi in rete.

Fanno eccezione gli istituti comprensivi dei comuni montani e piccole isole ove si osservi una apertura al pubblico in orario extrascolastico di almeno 18 ore settimanali.

6. Iter formativo

Per i 30 giorni successivi alla firma del contratto il docente utilizzato, si dedica alla formazione (anche on line) opportunamente individuata secondo l’offerta vigente, prima di prendere effettivo servizio. Tale formazione deve essere certificata mediante attestato finale di frequenza. Può anche essere acquisita certificando il tirocinio (con pieno orario settimanale, registrato, equivalente all’impiego), presso una b.s. già avviata qualora il B.S. sia disponibile come tutor ed operi da almeno 5 anni.

Negli anni successivi sottostà a tassativo obbligo di formazione per le contrattuali ore annue (30 al momento) nei primi 3 anni. In seguito la sospensione dell’aggiornamento è consentita non più di un anno per volta nel primo decennio. Andranno protocollate copie degli attestati di frequenza.

7.TUTELE e PRECEDENZE

7.1 Particolare attenzione, riguardo all’attribuzione di sede si presta per:

– invalidità superiore ai 2/3;

– handicap documentati ai sensi della L. 104/92;

– età uguale o superiore a 60 anni.

7.2 Per i casi in cui il docente sia soggetto alla legge 104/92 in situazione di gravità e/o ad invalidità del 70%, potrà optare per la utilizzazione con le mansioni di supporto alla didattica, in particolari progetti stabiliti e coordinati dal ministero, presso una o più delle scuole disponibili.

7.3 Andranno pertanto concordate, in sede di contrattazione nazionale, deroghe e facilitazioni logistiche correlate ai punti di cui sopra.

8 DISPENSA, SANATORIE, CONTENZIOSI, NORME TRANSITORIE

8.1 Non andrebbe tralasciata la possibilità, per i nuovi inidonei e per quelli già in utilizzazione che lo preferissero, un “accompagnamento” verso i ruoli di AA -assistente amministrativo- o AT -assistente tecnico- che consenta, al termine di un anno di prova, la possibilità di una volontaria mobilità verso ruoli amministrativi.

8.2 I docenti inidonei, che per almeno 5 anni siano stati proficuamente utilizzati in Progetti didattici diversi dalla Biblioteca/mediateca, possono continuare a fornire collaborazione per il 33% del tempo alle attività di Progetto e per il restante 67% alla gestione della Biblio-mediateca.

8.3 Si evidenzia la necessità che, soprattutto in prima applicazione, si riconosca il diritto, per chi abbia maturato 15 anni di servizio, di accedere alla dispensa anche in presenza di referto di inidoneità permanente relativa* (all’insegnamento). Si evidenzia la assoluta necessità di suddetta norma, soprattutto per invalidi ed anziani, legiferando opportunamente.

8.4 In prima applicazione i docenti già utilizzati permanentemente (alla data di emanazione delle norme) conservano la sede d’impiego per la scansione triennale a venire (salvo trasferimento volontario).

RISPARMIO COME E DOVE LO PENSIAMO NOI

La nostra Proposta comporta già un risparmio perché va ad eliminare le “sacche” di emarginazione e sottoutilizzazione del personale inidoneo; ma in più riteniamo che altri risparmi si realizzeranno sulle

– ESTERNALIZZAZIONI: consideriamo infatti le economie realizzabili sulle cooperative cui verrebbe altrimenti affidata una parte del lavoro

– DOCENTI CURRICOLARI: per tenere aperte le b.s. (fra l’altro solo per 1-2 ore al giorno e non tutti i giorni) dovrebbero essere remunerati col fondo incentivante

Inoltre gli inidonei che già lavorano negli UST sono riciclabili senza spesa, avendo già essi la professionalità richiesta: anziché Ata nella scuola sarebbero amministrativi nei "provveditorati" [con costo simile e senza sconvolgere le mansioni].

Non dimentichiamo inoltre il contributo già dato dalla “categoria”, tramite la mobilità interna già realizzata da 600 docenti inidonei.

Consideriamo inoltre che mobilità future si potrebbero consentire, con ulteriore sfoltimento di organico, mediante un sistema di passaggio volontario nel ruolo ATA a scansione annuale.

La dispensa (cioè prepensionamento con i contributi maturati) su richiesta degli interessati, per i più anziani e malati potrebbe rivelarsi in "pareggio di spesa" perché in tali casi le assenze sono molte e la produttività limitata (va considerato che sempre più la pensione risulta inferiore dello stipendio).

A questo si possono aggiungere:

I. Economie sul “sistema scuola” cioè:

I.a Una piccola quota delle risorse riservate alle Funzioni strumentali (visto che la b.s. opera spesso in supporto e SEMPRE nello spirito dei vari progetti)

I.b Cancellazione dei progetti nazionali non indispensabili. Ad esempio sul progetto riguardante le biblioteche scolastiche del precedente Governo (il Progetto "Una rete di biblioteche scolastiche per le competenze chiave
del XXI secolo", proposto dalla Direzione Generale degli Ordinamenti scolastici e per l’Autonomia scolastica nell’a.s. 2009/2010) tuttora “operante”, nutriamo forti riserve: si è dimostrato privo di costrutto, ha richiesto un impiegato/coordinatore per regione e la gestione di un sito: http://www.bibliorete21.it/

I.c Facili da recuperarsi sono tutte le somme indebitamente stanziate senza osservare procedure legittime e legali, come le spese per le 19 "Pillole del sapere", grazie anche alle indagini in corso, amministrative e
della magistratura.

I.d Verifica dell’assegnazione dei Fondi per la Ricerca (secondo quanto contesta la Cgil)

I.e Controlli e risparmi mirati sulle scuole italiane all’estero. Alcuni tagli erano previsti nella s.r. ma poi sono stati bloccati, nonostante stipendi ed emolumenti vari risultino faraonici, senza considerare le regalie previdenziali.

I.f Si potrebbero verificare le proprietà cedute durante il fascismo ad alcune istituzioni educative e Convitti Nazionali (vedasi il caso ora chiuso di Villa Lucidi sede dal Centro Elaborazione Dati) e le motivazioni alla base di tali cessioni e servizi sociali connessi.

I.g Si potrebbero stabilire norme rigide e restrittive su spese per stampa, stoccaggio e diffusione di materiali cartacei (presentazione di progetti, opuscoli, pubblicità “mascherate”); andrebbe promossa altresì la pubblicazione on line obbligatoria e la conversione in e-book.

I.h Controlli e raffronti delle utenze per: luce, telefono, connessioni internet

A. Utenze e manutenzione

E’ stato ampiamente verificato, negli anni, un consumo incontrollato attinente le utenze con bolletta: condotte insensibili, da parte degli operatori scolastici poco "coinvolti", producono sprechi notevoli. Ad esempio, l’illuminazione ininterrotta e integrale di TUTTI i locali. Anche nelle giornate di non-lezione. La soluzione radicale sarebbe spostare i bilanci per le utenze dall’ente locale direttamente alle scuole.

B. Risparmio energetico e sostenibilità

E’ possibile prevedere una voce inserita fra i compiti di una delle "figure strumentali" e del POF di ogni istituto, che tratti: risparmio energetico, sostenibilità, nuovi stili di vita, in ambito educativo e nell’organizzazione stessa delle scuole. [E’ già sperimentato in molte scuole il progetto "I guardiani della luce"]. Anche il bibliotecario andrebbe coinvolto con precisi programmi di ricerca.

I.i Ri-assegnazione al personale in servizio nelle scuole di incombenze attualmente esternalizzate.

I.l Cogestione/scambio dei beni “eccedenti”: attrezzature usate limitatamente per Progetti “a termine” e poi inutilizzate (attrezzi ginnici, computer, plastificatrici, lavagne multimediali, taglierine, scanner, lampade, proiettori, materiali specifici secondo gli indirizzi di studio, quali metalli, tessuti ecc.) potrebbero essere inserite in una “banca delle eccedenze” e rimesse in circolo fra le scuole mediante una rete di scambio predisposta dal ministero e gestita per livelli territoriali.

II. Risorse per le Biblioteche

II.a Scambialibro dei moltissimi libri ricevuti in regalo ma inadatti alla fascia di età oppure in numero di copie eccessivo. Si può pensare una “banca dello scambio” tra biblioteche scolastiche eventualmente esteso alle pubbliche. In sostanza un piano nazionale che sostituisca i progetti bibliotecari “vuoti” e sostenga una “banca” dello scambio del libro.

II.b Donazioni: favorire a livello ministeriale gli “atti di liberalità” (donazioni) sul genere della iniziativa ben avviata dalla editrice Sinnos: “I libri spediamoli a scuola”

II.c Estendere alle b.s. lo strumento del 5x mille

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