Docenti inidonei, chiusa prima fase tra polemiche. Venerdì manifestazione al MIUR

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red – Scaduto il termine per la presentazione della domanda per l’inquadramento dei docenti inidonei per motivi di salute nei ruoli ATa. Per i COBAS si è trattato di una "deportazione". Incertezza regna per la mobilità intercompartimentale.

red – Scaduto il termine per la presentazione della domanda per l’inquadramento dei docenti inidonei per motivi di salute nei ruoli ATa. Per i COBAS si è trattato di una "deportazione". Incertezza regna per la mobilità intercompartimentale.

Ieri, 20 settembre, è scaduta la prima fase del piano di ricollocazione del personale inidoneo, quella che prvedeva l’inquadramento nei ruoli del personale Ata in qualità di assistente amministrativo e tecnico.

Adesso si dovrà dare avvio alla seconda fase, cioè la mobilità intercompartimentale, che riguarderà coloro che non hanno presentato domanda e coloro per i quali non sarà possibile soddisfare la domanda di inquadramento nei ruoli Ata.

Ma qui l’incertezza regna sovrana, dal momento che la mobilità intercompartimentale non è ancora normata, si attende un decreto entro il 16 ottobre. Incertezza che non ha consentito tranquillità nella scelta da parte dei docenti interessati.

Ricordiamo che la terza via proposta dalla precedente finanziaria riguardante i docenti inidonei è la cessazione dal servizio.

Molti docenti inidonei hanno però sempre mostrato remore nei confronti di tali soluzioni, viste come un "declassamento ad amministrativi" e venerdì saranno al ministero per protestare.

I Cobas, da canto loro, non si sono fatti attendere nel prendere posizione e hanno parlato di vera e propria "deportazione", senza considerare che in questo modo si crea una vera e propria "guerra tra poveri", sottraedo "posti a migliaia di assistenti tecnici e amministrativi precari, che avendo le competenze specifiche, per anni hanno fatto funzionare le scuole lavorando con professionalità".

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