Docenti inidonei. Camera si rimette nelle mani del Governo

di
ipsef

red – Ieri, durante una riunione congiunta della VII e XI commissione alla Camera, è stata approvata una risoluzione che, senza chiedere la cancellazione della norma di transito nei ruoli ATA nella spending review, chiede al Governo un intervento per i docenti idonei ad altri compiti.

red – Ieri, durante una riunione congiunta della VII e XI commissione alla Camera, è stata approvata una risoluzione che, senza chiedere la cancellazione della norma di transito nei ruoli ATA nella spending review, chiede al Governo un intervento per i docenti idonei ad altri compiti.

La risoluzione è una somma di 5 risoluzioni, presentate in modo trasversale dai vari partiti politici. IN essa si chiede al Governo di "valutare, attraverso un confronto con le parti coinvolte, prima dell’emanazione del decreto ministeriale attuativo del comma 15 dell’articolo 14 del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, tutte le iniziative, anche di carattere normativo, volte ad individuare le migliori soluzioni per l’utilizzo e la piena valorizzazione professionale del personale docente dichiarato inidoneo e degli insegnanti tecnico pratici, che assicurino anche piena e corretta funzionalità del servizio scolastico."

Quindi, non la cancellazione della norma di transito dei docenti inidonei, ma un intervento del governo perché, dando seguito alla norma, nei individui il miglior "utilizzo e piena valorizzazione professionale"

Quali le motivazioni di fondo? Perché l’utilizzo nelle segreterie non rappresenta una soluzione accettabile secondo la risoluzione?

  1. perché gli standard di funzionalità di tutti gli uffici scolastici saranno compromessi dalla diminuzione di personale formato ed esperto nelle procedure amministrative, finanziarie e organizzative gestite dalle scuole
  2. perché i dipendenti affetti da gravi patologie, fisiche e o psichiche che siano, necessiteranno di soventi visite mediche, o potrebbero incorrere in aggravamenti delle proprie condizioni di salute, essendo costretti ad assentarsi frequentemente per le cure, circostanza che costringerebbe l’istituzione scolastica a ricorrere nuovamente a figure supplenti, con un’ulteriore penalizzazione del servizio scolastico per alunni, docenti e operatori del settore tutti
  3. perché l’adozione del decreto interministeriale non potrà che essere foriera di conseguenze nefaste sui piani dell’offerta formativa (POF) delle singole istituzioni scolastiche, le quali, evidentemente, non potranno più vantare, tra l’altro, la possibilità di offrire i servizi di biblioteca ed organizzazione di conferenze, attualmente gestiti dalla maggior parte dei docenti inidonei, nonché delle cosiddette funzioni strumentali, ovvero delle esercitazioni di laboratorio, attualmente gestite dagli insegnanti tecnico pratici (ITP) delle classi di concorso citate;  
  4. perché il personale ATA precario rischia di vedere vanificata la propria aspirazione ad un adeguato riconoscimento della professionalità a causa dell’occupazione di tutti i posti vacanti e disponibili da parte del personale transitato da altri ruoli

La domanda che ci poniamo è, dunque: basteranno queste argomentazioni per modificare il destino dei docenti idonei ad altri compiti e ITP?

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