Docenti inidonei, in 680 hanno chiesto passaggio per altro comparto pubblico. Il commento

di redazione
ipsef

di Maria Teresa De Nardis – Ieri al Ministero incontro con i sindacati per fare il punto della situazione sui docenti "idonei ad altri compiti". Commentiamo quanto riferito.

di Maria Teresa De Nardis – Ieri al Ministero incontro con i sindacati per fare il punto della situazione sui docenti "idonei ad altri compiti". Commentiamo quanto riferito.

Secondo i resoconti pubblicati in rete dai sindacati, solo 8 Direzioni Scolastiche regionali (Basilicata, Liguria, Molise, Puglia, Calabria, Marche e Piemonte) hanno comunicato i loro dati e da questi (riguardanti 1.135 docenti inidonei su circa 3.500, quindi 1/3), emerge che solo 66 docenti inidonei hanno chiesto il passaggio nei ruoli ATA, mentre 680 di loro hanno chiesto la mobilità per altro comparto pubblico e 389 un nuova visita medica.

Che le Direzioni scolastiche sarebbero state in ritardo lo avevamo intuito già dalle discrepanze con cui è arrivata la Circolare 13000 alla scuole e dalle modalità con cui è stata trasmessa ai docenti interessati la comunicazione di dover operare una scelta tra modello A, modello B e NESSUN MODELLO (ma non RICHIESTA DI VISITA "fai da te" : cosa non contemplata, anzi  nemmeno sottintesa, nel testo di legge, ma sulla quale ci sono stati molti incomprensibili equivoci da parte di AT e DS, tra i quali un numero non trascurabile invitava a farne domanda esplicita).

Il dato più significativo che emerge dai primi numeri forniti dal MIUR è che il 60% dei docenti utilizzati in altri compiti avrebbe compilato il modulo B, per la mobilità intercompartimentale: siamo certi che la stragrande maggioranza delle opzioni B non vadano collegate al bisogno di evitare le visite di controllo (con inedite Commissioni mediche "arricchite" di un membro MIUR).  Pensiamo invece che le opzioni B vadano imputate semplicemente alla inafferrabilità del senso logico della direttiva-visite.

Il testo uscito dalle schermaglie parlamentari è infatti risultato "SCONNESSO" nei significati e nelle procedure, visto che il collage derivato dall’accavallarsi degli emendamenti risulta RIDONDANTE e non privo di una assurdità di fondo:  se infatti le visite dovevano essere di "controllo" andavano estese a TUTTI (anche per capire chi fosse effettivamente "idoneo" alle mansioni ATA o al servizio in altri Enti);  se invece servivano per i soli aspiranti al "rientro in classe", potevano essere volontarie.

Sia nel primo caso che nel secondo risulta però una incompatibilità procedurale: o le visite devono essere INEVITABILI per tutti, oppure chi se le accolla dovrebbe avere fin da subito la serenità che poi nessuno, a compimento della visita, proverà a fargli scegliere nuovamente il modello A o B.

Non è escluso però che una parte delle scelte del modello B sia stata dettata dalla spinta emotiva, da "ignoranza", da "cattivi consiglieri"…

Se invece si rivelasse del tutto consapevole, il fatto sconcertante di questa proiezione è che il 60% dei docenti utilizzati in altri compiti "vuole andarsene". Il che significa che 11 anni di destabilizzazione, di aut aut secchi, di ripensamenti, di continui colpi di scena hanno fiaccato anche chi pensava di poter essere ancora importante ed organico per la "SUA" Scuola.

Inutile dire che la Scuola si priverà  di un contingente -seppur modesto; quanti: 1500 – 2000 docenti?- che comunque avrebbe potuto svolgere un’azione educativa, tanto più preziosa visti i tempi, se ben utilizzata.

Dei 66, che forse diventeranno 200, aspiranti ATA si può dire che in maggioranza sono persone che già lavorano a fianco degli ATA nelle segreterie e che ne conoscono il "mestiere"; dal dato dei 600 passati nel ruolo ATA nel 2011 (molti dei quali oggi "pentiti") infatti sembra poter escludere che la scelta di quest’anno sia inconsapevole ed improvvisa come lo fu allora o dovuta a pressioni varie.

Resta tuttavia da vedere -perchè non è affatto chiaro- come si attuerà la mobilità intercompartimentale.  Rimane inoltre da aspettarsi un prossimo braccio di ferro da parte di quegli inidonei che hanno logicamente interpretato il sottoporsi a verifica medica come un modo per confermare la propria impossibilità ad affrontare la mobilità esterna ed interna. Quale essere ragionante può, infatti,  mandare in mobilità persone molto anziane, per di più con gravi problemi di salute?  come si potrà procedere parimenti per chi ha significative invalidità, riconosciute dalla Commissione medica?

 
E’ auspicabile che il legislatore metta quantomeno una toppa ad un  testo di legge illogico, tautologico e che non tenta nemmeno di operare la sperata EFFICIENTE ristrutturazione, ma attizza litigiosità in ogni luogo e produce sofferenza, annientamento, oppressione. Senza oltretutto risparmio, perchè val la pena ricordare che gli stipendi dei trasferiti in altre amministrazioni continueranno ad essere a carico del Miur.
 
A margine segnalo l’ultima disposizione, che appare contraddittoria con il dettato della L.128: è di questi giorni una precisazione del Miur che vieta ai docenti inidonei alcuni compiti legati alla gestione dei fondi strutturali europei e nazionali per lo sviluppo e la coesione sociale. Come al solito al Ministero non capiscono che le patologie che rendono inidonei all’insegnamento frontale, continuativo e in classi numerose non sempre impediscono di svolgere azione didattica in piccoli gruppi e per breve periodo; in tal modo il MIUR si priva di alcune eccellenze, che nel Conbs conosciamo bene.

… E infine ci sarebbe da capire cosa ne sarà delle biblioteche scolastiche…

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