Docenti ingabbiati, aspettano l’abilitazione da 23 anni: “Meglio precari che rinunciare ad un sogno”

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Fra i vari temi caldi che da anni si ripropongono c’è quella dei docenti ingabbiati, ovvero quegli insegnanti assunti in ruolo che vorrebbero cambiare ruolo o grado d’istruzione ma che sono impossibilitati a farlo a causa dell’assenza di un corso abilitante.

Il punto di vista della categoria è raccontato su Il Corriere della Sera, evidenziando proprio un’esperienza di una docente di 52 anni: “sono stata assunta a tempo indeterminato nel 1999 dopo aver vinto il concorso come insegnante nella scuola primaria: il mio contratto è nella scuola di Tor San Lorenzo, ad Ardea. Allora per me era la realizzazione dell’obiettivo del posto fisso, la possibilità di mettere su famiglia, per cui ho accettato di buon grado, pensando che poi avrei potuto sempre avanzare e cambiare. Non è mai successo. E ora di fatto lavoro come supplente precaria da tre anni nella scuola secondaria di primo grado di Anzio 5. Pur guadagnando di meno, circa 1300 euro invece di 1600, e avendo meno diritti e ferie e perdendo gli avanzamenti di carriera, sono contenta perché così posso insegnare le mie materie: italiano e storia, sono laureata in Lettere classiche. E come me lo fanno migliaia di altri colleghi, usufruendo dell’articolo 36 che ci permette di congelare il posto di ruolo e di lavorare nel grado di istruzione più alto“.

La donna, come gli altri colleghi, non ha potuto partecipare all’ultimo PAS del 2012, in quanto in ruolo: “Una misura scandalosa e senza precedenti che i nostri sindacati hanno accettato senza battere ciglio. Siamo stati esclusi da un concorso straordinario, non ordinario: avevamo tutti i requisiti ma siamo stati puniti perché di ruolo. Qui non si tratta di non essere stati agevolati nella progressione della carriera, si tratta di essere stati penalizzati. Una vergogna!”,

“Le vicende più recenti le ricordiamo tutti – prosegue – : tre concorsi straordinari di cui uno solo era per noi ed è svanito nel nulla ed un concorso ordinario super selettivo dove ci hanno fatto la grazia di farci partecipare. Unico e solo in 23 anni di umiliazioni”.

Poi la richiesta al ministro: “Valditara sbandiera un reclutamento finalizzato all’assunzione di docenti precari, con soli 3 anni di servizio o 24 crediti formativi universitari in estate: e noi nuovamente fuori da tutto. Cosa dovremmo fare? Prendere un titolo abilitante all’estero, pagando almeno settemila euro, e poi richiedere il riconoscimento in Italia? Non mi sembra giusto. Non vogliamo togliere niente a nessuno, solo realizzare un sogno”.

Nello speciale in diretta di Orizzonte Scuola dedicato al reclutamento oggi pomeriggio alle 16 si parlerà anche della questione ingabbiati.

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