Docenti inidonei, V Commissione stralcia disposizione contenuta nella legge di stabilità. E adesso?

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Maria Teresa De Nardis (Coordinamento Nazionale Bibliotecari Scolastici) – Per una volta la V Commissione della Camera ci ha sorpreso: ha proposto lo stralcio di una disposizione sui docenti utilizzati in altri compiti dalla Legge di stabilità. Ci chiediamo cosa possa significare tale atto.

Maria Teresa De Nardis (Coordinamento Nazionale Bibliotecari Scolastici) – Per una volta la V Commissione della Camera ci ha sorpreso: ha proposto lo stralcio di una disposizione sui docenti utilizzati in altri compiti dalla Legge di stabilità. Ci chiediamo cosa possa significare tale atto.

Ne cerchiamo innanzitutto -non essendo giuristi ed esperti parlamentari- il significato nel linguaggio specifico e troviamo in http://documenti.camera.it/bpr/2458_testo.pdf "
 

Si può, dunque, definire stralcio l’atto del togliere da un insieme più ampio (il progetto di legge) qualcosa che lato sensu impacci (uno o più articoli o disposizioni in essi contenute); dal frazionamento del progetto di legge originario discendono due o più documenti distinti (le norme stralciate da una parte e quelle residue dall’altra) recanti ciascuno un proprio titolo, contraddistinti da una simile seppur differente numerazione rispetto al «capostipite» e che dovranno essere oggetto di diversa ed autonoma deliberazione della Camera".
 

Dunque sembrerebbe che il "comma inidonei" stralciato debba essere oggetto di una discussione/verifica a parte. Nel Conbs ci siamo chiesti -e per questo abbiamo scritto ai sindacati- cosa significasse quel "solo" nella frase <In caso di esito favorevole l’interessato rientra solo su posti vacanti e disponibili nei ruoli del personale docente> cioè se si dovesse tradurre in un "solo se".
 

A parte la reiterata ambiguità delle norme che ormai da anni si accanisce sui docenti inidonei all’insegnamento e che non permette più di stabilire dei punti fermi -nel bene e nel male- su cui ragionare ma, soprattutto, regolare la propria vita; a parte questo, quell’avverbio diviene ancor più preoccupante se inserito nel contesto della immane riduzione di cattedre conseguente al presunto passaggio da 18 a 24 ore di insegnamento frontale.
 

Dove e quando si troveranno cattedre disponibili per l’eventuale rientro in ruolo degli inidonei? E ancora: cosa succederà se alcune classi di concorso avranno disponibilità di posti ed altre saranno esaurite? Si verrà a creare l’ennesima disparità (incostituzionale) tra chi può rientrare in ruolo e chi no? Perciò abbiamo chiesto ai sindacati che si facesse chiarezza almeno su tale punto.
 

Ora questo "stralcio" da parte della V Commissione farebbe intravedere un ripensamento. In attesa di conoscerne le motivazioni, credo che tutti i docenti utilizzati stiano in questo momento sperando che tale ripensamento sia di più ampio respiro e investa tutta la "vessata questio", a partire dal passaggio obbligatorio nel ruolo ATA voluto dalla Spending review.
 

Abbiamo detto fino allo sfinimento che quest’ultima è una norma odiosa sul piano umano perché si accanisce su una categoria debole, illegale perché in gran parte gli inidonei sono protetti dalle disposizioni sull’handicap e l’invalidità civile, incostituzionale perché incide sulla libera scelta del lavoro, insensata perché produrrà all’Amministrazione disservizi e danni maggiori dei "benefici" che da essa si vogliono trarre, contraddittoria rispetto alle risorse impiegate da decenni per formare i docenti inidonei ai nuovi compiti (specialmente di biblioteca), ipocrita perché dietro l’operazione-inidonei c’è solo il risparmio sulle assunzioni degli ATA precari.
 

Quindi ci auguriamo che il legislatore si sia accorto dell’inapplicabilità dell’art. 14 commi 13 e 15 della Spendig review e voglia riesaminare la situazione tutta dei docenti inidonei. Come Conbs abbiamo fatto nel recentissimo passato anche varie proposte per una miglior utilizzazione delle risorse rappresentate dai docenti inidonei all’insegnamento e non possiamo che sperare che il Parlamento e il Ministero, che ne sono a conoscenza, vogliano accoglierne almeno i principi ispiratori.
 

Legge di stabilità 2013. La V Commissione (Bilancio) propone lo stralcio di alcuni commi sulla scuola, ma non quello delle 24 ore

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