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Docenti in pensione con quota 100, quali lavori sono consentiti?

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Pensione Quota 100

E’ possibile aggirare l’ostacolo del divieto di cumulo dei redditi da lavoro con la quota 100?

La pensione con la quota 100 pone un vincolo non certo indifferente: al pensionato è vietato cumulare con la pensione redditi da lavoro con l’esclusione dei redditi da lavoro occasionale nel limite dei 5000 euro l’anno.

Rispondiamo ad un gruppo di docenti che ci scrive:

Buongiorno gentilissimi,siamo un gruppo di docenti scuola superiore statale, in pensione con quota 100 dal 1° settembre 2021, avremmo una domanda semplicissima: ci è consentito continuare ad insegnare part-time?
In caso di risposta negativa,(sappiamo del vincolo dei 5000 euro), che cosa ci può essere consentito, ovviamente come attività lavorativa?
Ci può indicare tutte le vie/possibilità per aggirare l’ostacolo? Insomma, in subordine, ci farebbe cosa gradita se ci potesse dare delle “dritte” o delle speranze per il futuro.
Anche se un pensionato di futuro ne ha ben poco?  Certo, la speranza è la dea ultima a morire. Grazie. Cordiali saluti.

Lavoro post quota 100

Il lavoro subordinato dopo la quota 100 è da escludere fino al compimento dei 67 anni di età, ovvero quelli necessari per accedere alla pensione di vecchiaia. Insegnare, quindi, non è consentito poiché l’attività dell’insegnamento prevede cadenza temporale e anche coordinazione da parte della scuola. E’ da escludere anche la possibilità delle lezioni private visto che anche queste devono avere cadenza regolare.

L’ostacolo, purtroppo, non è aggirabile poiché qualsiasi attività lavorativa che sia coordinata da un committente o abbia una cadenza regolare nello svolgimento è ritenuta vietata con la quota 100. Anche scrivere un libro e pubblicarlo, per esempio, rientra nei redditi non cumulabili poiché i diritti di autore sono configurati come redditi assimilati al lavoro dipendente.

E non vale certamente la pena di rischiare la sospensione della pensione per tutto l’anno solare (con ratei da restituire se già percepiti) per un lavoro che non dia entrate più che soddisfacenti. E proprio per questo motivo è necessario prestare molta attenzione.

Essendo un gruppo di docenti, l’unica cosa che mi viene in mente di proporre potrebbe essere una associazione senza scopo di lucro culturale, filantropica o sportiva che possa promuovere degli ideali o che si sviluppi a scopo solidale: ad esempio attività di volontariato anche a livello di ripetizioni gratuite ai bambini appartenenti a nuclei familiari in difficoltà economica. Ma, appunto, senza scopo di lucro.

L’unica attività lavorativa che apporti un reddito, anche minimo, consentita resta solo e soltanto l’attività autonoma occasionale nel limite dei 5000 euro, ma in questo caso non si deve avere coordinamento dal committente e deve essere saltuaria e occasionale (ad esempio una consulenza una tantum ad un professionista, ad una scuola….).

 

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