Docenti in cattedra il 1° settembre, Bianchi deve fermare la fabbrica del precariato: i sindacati indicano soluzioni

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Patrizio Bianchi avrà un compito difficile: combattere contro il precariato della scuola. Quest’anno abbiamo toccato quota 200 mila supplenti circa. Il prossimo anno, si può anche superare tale cifra se non si interverrà in modo efficace. Il problema è: come?

Anche aumentando la quota di assunzioni in ruolo, le graduatorie per le assunzioni, sia Gae che concorsi, in moltissimi casi sono vuote, prive di aspiranti. Ecco perché, la previsione, anche stavolta, sarà il massiccio utilizzo dei supplenti che andrà a tamponare i posti vuoti.

Come già riportato in precedenza, una prima ipotesi normativamente valida e percorribile potrebbe essere quella di modificare la normativa vigente sul concorso riservato, cancellando le norme che prevedono la selezione per esami e trasformando il tutto in un concorso per titoli.

Poi c’è la soluzione doppio canale, ovvero riaprire le graduatorie a esaurimento così da consentire ai precari abilitati di concorrere alle immissioni in ruolo tramite una selezione per titoli di natura strutturale. Si tratta della soluzione che venne adottata durante il dicastero Mattarella con la legge 417/89. Sindacati ed esponenti politici, come Mario Pittoni, avevano già proposto all’ex Ministra Azzolina una soluzione del genere che però non fu presa in considerazione.

Servono soluzioni efficaci e veloci: il primo settembre, può non sembrare, ma non è lontano. Con le prove del concorso straordinario concluse (mancano le suppletive), i vincitori possono ambire all’assunzione per il primo settembre (i contratti avrebbero comunque retrodatazione giuridica al 1° settembre 2020). Ma ciò potrebbe anche non bastare. Bisogna prendere decisioni politiche per invertire la tendenza. Lo hanno sottolineato i sindacati della scuola, che sono intervenuti su Orizzonte Scuola Tv il 22 febbraio.

Bisogna stabilizzare i precari con un meccanismo semplice. Noi sindacati avevamo trovato una soluzione, ovvero immettere in ruolo i precari con tre anni di servizio e poi prevedere una prova alla fine di un anno di formazione“, ha detto Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda degli Insegnanti.

Per Marcello Pacifico, presidente Anief, “bisogna adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto”. Inoltre, “bisogna fare una grande inchiesta sugli organici, specie sul sostegno. In base a questo procedere con un piano straordinario di assunzioni, utilizzando il doppio canale“.

Servono soluzioni veloci per il reclutamento anche secondo Elvira Serafini, segretaria nazionale Snals: “Bisogna velocizzare i concorsi, lo proporremo anche al Ministro Bianchi. Si deve fare attraverso le graduatorie per titoli. Al termine dell’anno di prova ci sarà una prova di verifica seria con il comitato di valutazione”.

Secondo Lena Gissi, della Cisl Scuola, per iniziare a parlare di assunzioni bisogna mettere mano anche ai trasferimenti: “Bisogna dare risposte certe e soprattutto rapide. Occorre riformare anche il meccanismo della mobilità e in particolare del vincolo quinquennale”.

Pino Turi, della Uil Scuola, dice invece che “c’è bisogno di intervenire sugli organici. Noi chiederemo al Ministro Bianchi organici triennali sulle assunzioni e sui trasferimenti”. 

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