Docenti improvvisati, la mia esperienza a lieto fine. Intervista a Valeria Crisafulli. Editrice e autrice di uno dei più diffusi manuali per il TFA sostegno

Stampa

Tra le priorità del recovery plan si trova FINALMENTE una forte spinta verso gli investimenti nella scuola. Da troppo considerata con poca lungimiranza come “voce di costo da tagliare” anziché, come dovrebbe essere, luogo in cui si pongono le basi del nostro futuro, il futuro del nostro paese, dei giovani.

Si riapre, speriamo questa volta davvero, un’enorme tornata di assunzioni nella scuola con una particolare attenzione alle pratiche di inclusione, ai bisogni educativi speciali, ai disturbi specifici di apprendimento che, non essendo deficit, hanno un’elevatissima possibilità di recupero, se gestiti da personale competente.

Sono ben 90.000 i posti per la specializzazione in sostegno didattico richiesti dal Ministro Bianchi- e approvati dal MEF – per il triennio 2021-2014, di cui come è noto 22.000 per questo VI ciclo di TFA le cui prove selettive si svolgeranno il prossimo settembre.

Sono molto felice di questa inversione di rotta, ne sono felice in quanto editore, ma anche autrice e curatrice di uno dei più diffusi Manuali di preparazione al TFA, ma soprattutto ne sono felice in quanto genitore.

Sono le parole di Valeria Crisafulli, editrice e autrice del manuale Edises per TFA Sostegno Didattico, uno dei testi più diffusi e aggiornati per la preparazione al concorso.

Editrice ma anche autrice dei manuali per la preparazione al TFA Sostegno. Come è nato questo progetto?

Sono ormai 10 anni che i miei studi si sono focalizzati sulla didattica dell’inclusione, da quando, in prima elementare, a mio figlio sono stati diagnosticati disturbi dell’attenzione.

Ho potuto toccare con mano la differenza tra docenti competenti e docenti improvvisati e non si possono immaginare i danni che questi ultimi sono in grado di arrecare a bambini e ragazzi, non solo sul piano degli apprendimenti (che chiaramente non migliorano), ma soprattutto sul piano emotivo.

Insicurezza e perdita di autostima nella migliore delle ipotesi, insorgenza di comportamenti oppositivi e deviati nella peggiore. E si tratta di componenti caratteriali fondamentali nella definizione della personalità, superabili solo con molta fatica e molto lavoro di rieducazione.

La mia è stata un’esperienza a lieto fine, dopo un anno trascorso in una classe con insegnanti inadeguate, il cambio di istituto, insieme ad opportuni interventi logopedici coordinati dalla stessa scuola in un unico team centrato sul bambino, hanno portato mio figlio a recuperare il gap iniziale in termini di obiettivi di apprendimento, ma occorrerà lavorare ancora sugli strascichi emotivi, quell’insicurezza che “il non sentirsi all’altezza” gli ha generato. È questa la ragione per cui ho progettato e realizzato questi manuali e che continuo tutt’oggi ad aggiornarli personalmente ogni anno, per renderli sempre più rispondenti alle esigenze dei candidati.

Le edizioni del 2021 sono totalmente rinnovate. Quali sono le principali novità?

Quest’anno in particolare la revisione è stata profonda. Mi capita spesso di parlare con i lettori, di essere contattata per feedback o richiesta di consigli e proprio una cliente mi ha dato un’idea illuminante. Invece di lavorare sul programma d’esame, peraltro molto sintetico, per non dire decisamente vago, perché non partire dalle domande? Di tutti quegli argomenti, cosa viene chiesto in realtà nella prova preselettiva?

Dunque, le esigenze dei candidati al centro del nuovo progetto…

Esatto. Partendo dalle esigenze dei candidati, è iniziata un’accuratissima analisi e profilazione per argomento delle domande d’esame di tutte le prove di ammissione somministrate da ciascuna università a partire dal 2013. Da lì è partita la revisione del testo, innanzitutto assicurandomi che contenesse tutte le risposte alle domande poste nelle selezioni del passato. Questo lavoro, lunghissimo devo ammettere, ha, a mio avviso, migliorato molto il manuale, senza appesantirlo. Ho per esempio tagliato alcuni autori, mai comparsi in nessuna prova d’esame e ne ho inseriti altri, più attuali, alcuni contemporanei, alcuni addirittura docenti universitari che si autocitano!!! E poiché molte università attingono dai test di altre sedi ed altri anni, moltissime domande si ripetono in anni, sedi e gradi diversi e così anche delle domande davvero bizzarre si ripetono. Ma chi le azzeccherebbe mai certe risposte?! Pico della Mirandola?!!

Pur mantenendo un’impostazione manualistica completa e coerente agli argomenti previsti dal programma, ho voluto inserire nelle note, nei box o nella trattazione, risposte specifiche a domande talvolta cavillose, ma realmente somministrate negli anni passati.

Insomma, ho cercato di rendere questa nuova edizione funzionale allo scopo che si prefigge: superare l’esame di ammissione!!!

Un augurio ai candidati e a una scuola migliore

In bocca al lupo a tutti, soprattutto ai ragazzi. Che incontrino docenti ben formati e motivati sul loro cammino.

Stampa