Docenti impiegati d’estate nelle scuole? Chi afferma ciò non sa cosa significhi insegnare. Lettera

di redazione
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Gentile redazione, desidero rispondere al signor Marcello D’Andrea e alla sua supposta competenza riguardo al mondo della scuola.

Caro signor D’Andrea, sono un docente di Scuola Media da tempo e le assicuro che lei non ha nessuna idea al riguardo perchè la sua precaria moglie altro non è che una semplice segretaria che non sa nulla di cosa voglia dire insegnare.

Oltre alle 18 ore di lezione settimanali bisogna aggiungere i pomeriggi in cui abbiamo i Consigli di classe, i Collegi dei docenti, i ricevimenti dei genitori. Oltre a ciò, si devono anche considerare ulteriori ore pomeridiane  che si trascorrono per correggere gli elaborati degli alunni e per preparare le lezioni del giorno successivo, che anche se vengono  impiegate da casa,  pur sempre di lavoro si tratta.

Riguardo alla sua strampalata  idea su come  tenerci a scuola pure d’estate, la sua è soltanto un’assurdità oltre che una pia illusione dato che il ministro Fedeli (si dice ministro, non ministra, forse dovrebbe tornare lei a scuola in estate) ha già affermato che la cosa non ci riguarderà, solamente per il fatto che a Luglio ed Agosto si terrebbero nei singoli istituti delle attività alternative all’insegnamento, e  il nostro compito è appunto quello di insegnare, non di fare i baby-sitter o gli animatori.

Concludo, caro signor D’andrea, rivolgendole una domanda: se questo nostro lavoro ha così tante ferie, perché non lo ha fatto lei? O forse appartiene anche lei alla folta schiera di invidiosi, che riescono a vedere solo questo lato apparente della nostra professione senza sapere davvero in realtà tutto quello che c’è dietro?

Distinti saluti da un docente stanco di sentire dire sempre le stesse sciocchezze da chi non ha alcuna autorevolezza.

Giovanni Cannata

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