Docenti immobilizzati chiedono piano straordinario di mobilità su tutti i posti vacanti e disponibili, compreso eventuale organico funzionale

di redazione
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di Carmela Galvagno – Immaginate di iniziare una partita a scacchi. Come sapete ogni pedina si muove in un modo specifico: la torre in orizzontale e verticale, l’alfiere in diagonale, il cavallo ad elle e così via.

di Carmela Galvagno – Immaginate di iniziare una partita a scacchi. Come sapete ogni pedina si muove in un modo specifico: la torre in orizzontale e verticale, l’alfiere in diagonale, il cavallo ad elle e così via.

Adesso immaginate che durante il gioco vengano cambiate le regole in continuazione, sempre a vostro svantaggio ovviamente, ma riuscite ad adeguarvi e a continuare la partita. Lentamente vedete sparire tutte le vostre pedine tranne una, ma ad un certo punto vi trovate in quella che si chiama “posizione di stallo”…non potete fare più alcuna mossa, ma non siete nemmeno sotto scacco, semplicemente non potete muovervi.

Questa è la sensazione che provano oggi migliaia di docenti di ruolo. Sono docenti che durante la loro carriera hanno cercato semplicemente di star dietro al continuo cambio di regole e che nonostante tutto sono riusciti a raggiungere il tanto agognato contratto a tempo indeterminato.

Per raggiungere il loro obiettivo però stanno pagando un carissimo prezzo perché oggi si trovano lontani da casa spesso migliaia di Km, lontani dalle loro famiglie, in molti casi si trovano lontani da bambini che crescono senza vedere il loro papà o a addirittura la loro mamma.

Alcuni tentano di tornare a casa da decenni, ma per carenza di posti nella loro provincia o perché la loro classe è in esubero, o semplicemente perché si vedono scavalcati continuamente da altri con precedenze varie e sacrosante non riescono ad ottenere il trasferimento.

Altri sono bloccati dal vincolo triennale perché immessi in ruolo negli anni 2013 e 2014 e di conseguenza non possono nemmeno tentare il trasferimento e aspettano trepidanti le assegnazioni provvisorie per ricongiungersi temporaneamente con i loro cari. Altri ancora sono stati immessi dal concorso e spesso senza alcuna facoltà di scelta sono stati costretti a fare la valigia e andare a lavorare fuori dalla loro provincia (credendo di conservare il loro posto in GaE finché non si sono visti depennare dal ministro di turno).

Come vedete il panorama è veramente ampio, potrei raccontarvi una miriade di storie personali che vi lascerebbero senza parole e spesso vi commuoverebbero. Queste persone sono vittime di una crudele ingiustizia e hanno come unico difetto quello di aver voluto lavorare ad ogni costo, poverini, non si aspettavano certo che di lì a poco sarebbe arrivato il “miracolo Renzi” e il suo piano di assunzioni straordinario.

Adesso questi docenti si sono stancati e si sono uniti sotto il nome emblematico di “docenti immobilizzati”. Durante queste settimane in cui le notizie sulla scuola si sono susseguite e smentite continuamente hanno cercato disperatamente di far sentire la loro voce, loro però non hanno urlano, non hanno battuto i piedi, loro con dignità e con le leggi alla mano hanno contattato tutti i politici e hanno cercato il dialogo ed il confronto per comprendere e far comprendere le loro ragioni.

Hanno ascoltato promesse e rassicurazioni da più fronti, ma queste sono state puntualmente smentite dai fatti. Adesso i “docenti immobilizzati”, dopo aver letto con attenzione il ddl (ancora per la verità in fase di continua elaborazione) vogliono muovere la coscienza e la mente dei politici e dell’opinione pubblica.

Vogliono precisare il loro dissenso su alcuni punti che li vedono protagonisti come docenti e come cittadini e hanno elaborato richieste e precisazioni in merito. Analizziamo di seguito alcuni punti salienti:

1. E’ necessario un piano straordinario di mobilità che coinvolga tutti i docenti di ruolo compresi coloro che sono in atto sotto il vincolo triennale. E’ necessario abolire il vincolo e riaprire le domande di mobilità prima dell’avvio del piano straordinario di immissioni in ruolo. La normativa che prevedeva il vincolo triennale nella provincia di immissione in ruolo (Legge 128/13), appare evidentemente superata da una riforma che preannuncia la copertura di tutti i posti disponibili da parte dei colleghi precari, con la conseguente preclusione al trasferimento già a partire dall’anno prossimo. E’ chiaro che ciò si pone in palese contrasto con gli articoli presenti nella Carta Costituzionale: artt. 2, 3, 4, 29 e 31 Cost. dove si fa riferimento alla tutela dei diritti fondamentali dell’individuo e alla tutela dei diritti della famiglia. L’art. 29 Cost. recita, infatti:“ la nostra Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.

2. I docenti immobilizzati chiedono che il piano straordinario di assunzioni si subordine ad un piano di mobilità straordinaria su tutti i posti vacanti e disponibili compreso l’eventuale organico funzionale.

3. E’ necessario rivedere il contratto di mobilità poiché si pone in evidente contrasto con le direttive europee e con il diritto comunitario in materia di diritti fondamentali dell’individuo. V’è da aggiungere che l’attuale Contratto Integrativo Nazionale 2015/16, che disciplina la mobilità del personale a tempo indeterminato docente ed Ata, ha previsto espressamente, proprio al Titolo I ( Disposizioni comuni al personale della scuola), la possibilità che “… Le parti concordano sull’eventualità di stipulare un ulteriore atto negoziale riaprendo il confronto, anche su richiesta di un solo soggetto firmatario, per recepire possibili effetti sulla mobilità derivanti da interventi normativi“, ad ulteriore riprova del fatto che un piano di immissioni in ruolo straordinario, così come delineato, andrebbe a privare i docenti di ruolo del diritto sacrosanto alla mobilità territoriale e andrebbe a ledere i diritti fondamentali dell’individuo, previsti, come noto, dalla Carta Costituzionale, documento sovraordinato a qualsivoglia normativa.

4. Il decreto divenuto DDL prevedeva la sospensione delle assegnazioni provvisorie e delle utilizzazioni per il prossimo anno scolastico 2015/16, in vista del piano straordinario di immissioni in ruolo. E’ evidente come tale possibile previsione appaia chiaramente illegittima. Non si possono soddisfare i diritti di alcuni a discapito di altri. La ratio legis delle assegnazioni provvisorie è quella di garantire il diritto del docente alla mobilità territoriale ed ultimamente certa giurisprudenza ha esteso al personale della scuola la norma di cui all’art. 42 bis del D.lgs. 26 marzo 2001 n. 151 (Testo unico in materia di tutela della maternità e della paternità) , all’interno della quale è previsto che…” Il docente con figli di età inferiore a 3 anni può fruire dei benefici previsti dall’art. 42bis d.lgs. 151/01 in materia di ricongiungimento familiare”. Quest’orientamento giurisprudenziale è significativo per dimostrare che c’è un diritto a che il genitore di un bambino che non abbia superato i tre anni possa stare vicino al coniuge e crescere insieme il bimbo almeno nei suoi primi anni. E’ un’esigenza, questa, che si lega ineludibilmente, anche al concetto di educazione di cui tanto è stato detto nelle Linee Guida sulla Buona Scuola presentate all’attenzione dei mass media.
L’istituto delle assegnazioni provvisorie è finalizzato anche alla tutela di parenti da assistere in condizioni di disabilità effettivamente accertate con verbale delle relative Commissioni sanitarie. Ed anche su questo punto ci sembra necessario che, laddove ve ne siano i presupposti, chi ha un parente da accudire abbia la possibilità di farlo.
Ancora, le assegnazioni provvisorie consentono ai coniugi di potersi ricongiungere e da ai figli la garanzia di poter assistere i propri genitori anziani.

5. E’ improponibile la scelta del personale da parte dei Dirigenti, ciò porterà inevitabilmente a situazioni di clientelismo e imparzialità di trattamento per le categorie più deboli (quale dirigente chiamerà a lavorare donne in gravidanza o con figli piccoli, oppure persone che usufruiscono dei permessi per la 104 e quindi si assentano 3 giorni al mese). E’ da sottolineare inoltre che molti sindacalisti sono anche docenti, chi di loro sarà tanto coraggioso da far valere i suoi diritti e quelli dei colleghi nelle frequenti controversie tra docenti e istituzioni scolastiche rischiando in prima persona il posto di lavoro? Per non parlare delle pressioni e delle minacce di ogni tipo a cui saranno sottoposti i dirigenti.

6. E’ altresì improponibile l’idea di inserire negli albi territoriali il personale neo assunto o il personale di ruolo in mobilità poiché questo meccanismo appare assai fumoso e farraginoso.

I docenti immobilizzati non sono interessati alle polemiche sterili e non sono assolutamente contro il piano di assunzioni che anzi auspicano, chiedono solo che qualunque passo venga fatto con criterio

. Anche loro vengono dal mondo del precariato e sanno bene cosa comporti, non vogliono togliere nulla a chi come loro fatica e lavora consapevoli che davanti agli alunni non esistono distinzioni contrattuali, esistono solo docenti.

I docenti immobilizzati desiderano solo essere i fautori del proprio destino, desiderano solo poter continuare la loro partita, per ora basta uno scacco al Re.

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