Docenti immobilizzati ante 107 a Bussetti: serve piano di rientro. Lettera

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Inviato da Venilia Scaccianoce* – Ancora una volta docenti immobilizzati ed esiliati, vittime indiscusse dell’efferatezza di una legge vandalica come la 107, osservano, da diverse angolazioni, la disfatta della scuola italiana.

E’ pur vero che nuove assunzioni possano garantire sollievo e riparazione agli effetti della quota 100 ma rimane indiscusso e sacrosanto un piano di rientro, atteso da tempo.

Impossibile rimanere sordi ed austeri dinanzi alle molteplici lamentele di 23000 docenti fuori sede, di madri e padri di famiglia stretti dalla fitta e serrata morsa di infinite difficoltà economiche e laceranti sofferenze emotive a causa della lontananza dalle proprie famiglie d’origine.

Tutt’oggi si apprende poco o nulla su piani d’intervento, solo notizie riguardanti una regionalizzazione che crea spaccature e divergenze all’interno di un governo giallo-verde. La Lega d’accordo a procedere, il Movimento 5 stelle no.

Percentuali di mobilità, stabilite e negoziate da sindacati confederali e Miur, non soddisfacenti.

Scrivanie che rigurgitano di carte, fogli imbrattati d’inchiostro, email che si susseguono, scanner sempre in azione ma nulla di concreto.

Il Miur, nella sua figura più autorevole, Marco Bussetti è invitato a prendere coscienza di tutti i misfatti della Legge 107 e a porre rimedi confacenti al caso per non dimenticare la cattiva sorte di coloro che, immessi in ruolo da più di un decennio, sono obbligati a subire e patire le conseguenze di una legislazione per il beneficio di altri.

Gli esiliati difendono una causa comune e, a lor ragione, pretendono una revisione di un piano che consenta un rientro definitivo.

Ci si augura pertanto che Lei, signor ministro, non deluda le due fazioni e comprenda il disagio di migliaia di docenti meridionali riportandoli nelle loro dimore.

*Presidente UDIAL (Unione docenti immobilizzati ante 107 ), insegnante di ruolo dal 2011.

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