Docenti IeFP hanno diritto a partecipare al concorso straordinario. Lettera

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Appello ai Parlamentari di Sara Carnelos – Siamo docenti con molti anni di esperienza nei percorsi di competenza regionale (IeFP), abbiamo lavorato in scuole con finanziamenti al 100% pubblici che lo Stato destina alle Regioni per assolvere all’obbligo scolastico, per contenere la dispersione studentesca, per formare le eccellenze del “made in Italy”.

Gli studenti non pagano una retta, perché la scuola è gratuita. Ne deduciamo che lo Stato non può disconoscere il ruolo di una propria costola, le
Regioni. Crediamo nella meritocrazia, riteniamo di avere diritto a partecipare al concorso straordinario riservato in cui vengono valorizzati i nostri anni di esperienza, perché preziosa per tutte le scuole. Abbiamo diritto ad essere stabilizzati se rientranti nei 24000 posti. Non chiediamo ulteriori spese al Mef, solo uguale opportunità. Gli studenti hanno diritto ad avere i migliori insegnanti.

Siamo inseriti in un albo regionale pubblico e siamo stati selezionati per
titoli (laurea a cui si aggiungono master, specializzazioni, certificazioni linguistiche e informatiche) ed esperienza. Molti di noi lavorano o hanno lavorato nelle scuole statali perché i titoli e l’esperienza sono sempre stati equiparati. Ogni anno decidiamo dove lavorare in base alle proposte che ci vengono fatte, perché il sistema scolastico nazionale è uno solo.

Addirittura, lo Stato stesso ha accolto i percorsi IeFP all’interno delle scuole statali, per dare un’opportunità di studio collegata alle professionalità richieste dal mercato, perché ne ha valutato la validità. In tutta Europa si svolgono questi percorsi considerati pregevoli ed egualitari a quelli statali.

Noi ci sentiamo uguali ai nostri colleghi, abbiamo gli stessi incarichi e coordiniamo classi, diplomiamo studenti e il titolo di studio è identico e legalmente riconosciuto in tutta Europa.

Dal 2000, sono quasi vent’anni che il diritto scolastico ci ha ritenuto alla pari dei docenti di scuola statale, in tutte le graduatorie pubbliche oggi
vigenti e aggiornabili con medesimi punteggi, in rispetto degli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione e di tutti i decreti ministeriali e le circolari prodotte e vigenti.

Siamo precari (dei percorsi IeFP o della scuola statale) perché il sistema ci ha resi tali, con contratti di diversa natura e cerchiamo per noi e le nostre famiglie, una stabilizzazione. Non possiamo e non vogliamo essere i nuovi esodati. All’ultimo concorso riservato (2018) i nostri colleghi non sono stati
discriminati e oggi sono di ruolo nella scuola statale, altri invece, hanno
ritenuto di continuare a lavorare nei Centri di formazione professionale, secondo una libera scelta di docenza e lavoro. Noi non siamo diversi dai colleghi del 2018, non siamo diversi dai colleghi di scuola statale (anche perché diversi di noi oggi insegnano nella scuola statale o in entrambe le realtà).

Onorevoli il sistema scolastico nazionale è unico, non ci sono scuole di serie A o B, insegnanti di serie A o B, studenti di serie A o B. Crediamo in voi affinché votiate l’emendamento per farci accedere ai ruoli nello Stato, come tutti gli altri, né più, né meno. Non vogliamo sconti, ma pari opportunità secondo i dettami della Costituzione.

 

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