Docenti idonei ad altri compiti, emendamento VII commissione: un tentativo di rimandare l’attuazione della Spending review

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Maria Teresa De Nardis (Coordinamento Nazionale Bibliotecari Scolastici) – L’emendamento presentato alla VII Commissione (Cultura) è stato proposto da un gruppo di deputati dell’intero schieramento che sostiene il Governo, anche se a forte componente PD. La presenza di alcuni nomi a cui il Conbs ha ripetutamente inviato i suoi documenti fa pensare che questi siano stati finalmente recepiti.

Maria Teresa De Nardis (Coordinamento Nazionale Bibliotecari Scolastici) – L’emendamento presentato alla VII Commissione (Cultura) è stato proposto da un gruppo di deputati dell’intero schieramento che sostiene il Governo, anche se a forte componente PD. La presenza di alcuni nomi a cui il Conbs ha ripetutamente inviato i suoi documenti fa pensare che questi siano stati finalmente recepiti.

Infatti il Conbs, oltre alle sollecitazioni per rimuovere la norma del passaggio ATA, ha fatto varie proposte per un riassetto dell’istituto della inidoneità, in alternativa alla completa assenza di progetto da parte governativa e sindacale. L’attuale Governo, chiamato a razionalizzare la spesa pubblica, di fatto ha operato tagli alla cieca, scontentando vasti settori sociali e produttivi e, nel caso dei docenti utilizzati in altri compiti, senza valutare le condizioni oggettive in cui i provvedimenti vanno ad operare.

A questo i sindacati -tutti- hanno risposto con proposte che "congelano" il presente (anche se comunque meritorie, vista l’estrema precarietà della situazione dei docenti inidonei). Ma, se concordiamo su tutte le permanenti e proiettate sul futuro della professione docente, sempre più usurante, bisogna che queste siano ripensate in un’ottica più attuale che preveda un riordino del settore e un diverso modo di concepire la "utilizzazione in altri compiti", pur salvaguardando il presente e tenendo conto delle esigenze della persona e dei patrimoni di esperienza accumulati e da non "rottamare". Occorrerebbe quindi progettualità rispetto al prolungamento dell’età pensionabile e a un generale appesantimento del lavoro in cattedra (si pensi alla prospettiva di un/a insegnante di 65-66 anni che debba "tenere a bada" una classe di 30 vitalissimi bambini o adolescenti ribelli).

Perciò l’emendamento in oggetto appare, non tanto nei contenuti quanto nella forma, come una giustapposizione frettolosa di istanze che si presta, come altre volte, a fraintendimenti e vuoti legislativi.

Fa infatti riflettere la scelta del termine "ricollocamento": prevede o no il passaggio di ruolo? quali vincoli pone al legislatore? La "risoluzione del rapporto di lavoro per dispensa" come si concilia con la recente riforma previdenziale?
Ci sembra piuttosto un tentativo di rimandare (sine die? ben venga comunque!) l’attuazione del disposto della Spending review stante la complessità del problema, la difficile attuabilità delle norme e l’esigenza di limitare i contenziosi legali.

Tuttavia l’emendamento deve passare alla discussione in aula e se, come successo in altre occasioni, il Governo pone la fiducia, anche questo emendamento sarà stato inutile.

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