Docenti GaE: non ci resta che sperare nel prossimo Governo. Lettera

di redazione
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Inviato da Annamaria Barbagallo – La Legge107 (cosiddetta “La Buona Scuola”) ha dato luogo a torbide sperequazioni lottizzate, adducendo, con marcata spudoratezza, la “necessità” di far fronte al rischio di sanzioni da parte dell’EU. 

Essa ha, di fatto, biecamente e ciecamente anteposto la “necessità” al merito.
In un amorfo Piano di Assunzioni, ha dato luogo ad una serie di “fasi”, creando un meccanismo perverso avallato da “mescolanze” che ha fatto da chiosa ad un sistema oscuro, generato da un algoritmo tarato NON sulle reali esigenze delle scuole, ma su macchinazioni ben studiate nelle oscure stanze.
Da tre anni, ormai, i docenti delle GaE sono sottoposti ad un supplizio che li vede costretti a stazionare al loro interno in una sorta di coercitivo immobilismo, un mondo parallelo che li vede osservatori inascoltati, invisibili agli occhi delle forze politiche, dei sindacati e del fascismo meditatico.
Tutto ciò ha, inoltre, rappresentato un’appetibile ghiottoneria per tutte le associazioni che avallano i numerosi ricorsi, e che sono diventate delle vere e proprie “catene di montaggio” imperneate su soluzioni che vanno ineluttabilmente a danneggiare la categoria dei docenti GaE.
Vorrei anche parlare dell’inadeguato stipendio dei docenti GaE (QUANDO arriva!) e di tutti i docenti, che sta portando l’intera categoria alla “glebalizzazione”[cit.] scolastica.
In un afflato quasi risorgimentale, noi, docenti GaE, abbiamo manifestato e scelto di NON produrre domanda(anche per seri motivi familiari), sperando che fosse ben chiaro ai molti la pericolosità di questa Legge.
Ho, a volte, compreso le ragioni dei colleghi trasferiti, ma due deroghe ed un Emendamento a loro favore e DOPO l’accettazione della domanda, mi portano alla riflessione.
Non abbiamo neppure più un “partito” antagonista…non ci resta che sperare nel prossimo, nuovo Governo.
Anna Maria Barbagallo
Una docente GaE.
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