Docenti GaE hanno diritto a immissione in ruolo, piano Renzi ha imposto una scelta, non costretto nessuno. Lettera

di redazione
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Prof.ssa Claudia Biasco – L’ennesimo articolo pubblicato, a firma ‘nastrini rossi’, impone una doverosa e secca smentita nonché una precisa presa di posizione da parte dei docenti GaE e GM.

Innanzitutto NON corrisponde al vero l’affermazione secondo cui la partecipazione al piano assunzionale previsto dalla L.107/15 sarebbe stata imposta dalla necessità di ‘evitare la cancellazione dalle graduatorie di merito’ e dalla consapevolezza che ‘dopo 36 mesi il docente precario non avrebbe più lavorato’.

Ove tale circostanza fosse stata supportata dal dato normativo, la mancata domanda di immissione in ruolo da parte di circa 50.000 docenti, tuttora precari, potrebbe essere considerata, a buona ragione, un tentato suicidio di massa tale da evocare scenari apocalittici!!!!

Corre l’obbligo, in secondo luogo, di smentire la millantata ‘anzianità di servizio’ dei nastrini rossi atteso che, nella stragrande maggioranza dei casi, la domanda di assunzione è stata presentata da docenti con punteggi pari alla sola abilitazione e risultanti, senza tema di smentita, dalle graduatorie in vigore nell’agosto 2015.

La L. 107/15, infatti, ha consentito la stabilizzazione di chi, di sicuro, non avrebbe potuto essere definito precario in quanto posizionato negli ultimi posti in graduatoria e non ancora destinatario di proposte di contratto a tempo determinato.

Severa censura va mossa, poi, all’affermazione secondo cui il Sud sarebbe stato “svuotato di quella classe lavoratrice che da sempre crea economia e ricchezza nella nostra terra”. Si tratta dell’ennesima bufala.

Tale risibile affermazione contrasta con il dato incontrovertibile dell’esistenza, in alcune province e per alcune classi di concorso, di GaE e GM ancora più che corpose. In entrambi i casi, infatti, le graduatorie contengono migliaia di docenti che possono vantare il triste primato di quasi un ventennio di precarietà poiché gli alti punteggi accumulati negli anni sconsigliavano la proposizione della domanda sulla base di una normativa, di fatto, finora derogata!!!!

Ancor più devastante, poi, è l’esperienza dei docenti presenti nelle GM, i quali, dopo apposita procedura concorsuale prevista per un numero preciso di posti, dopo tre anni attendono ancora l’immissione in ruolo: i posti messi a concorso sono stati assegnati ai docenti già di ruolo.

Alla luce di quanto esposto, in quanto cittadini della stessa Repubblica e, ricorderei, titolari dei medesimi diritti, i docenti precari GaE ed i docenti GM chiedono al Governo di essere tutelati almeno nella stessa misura in cui, negli ultimi tre anni, sono stati tutelati i sedicenti nastrini rossi attraverso deroghe ed emendamenti.

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