Docenti fuori sede, lavorare al Nord costa caro: si arriva a spendere fino a 1.200 euro al mese! Il blocco dei trasferimenti si paga [INDAGINE]

WhatsApp
Telegram

Vincolati o immobilizzati. Sono migliaia i docenti di ruolo che non riescono da diversi anni a cambiare sede di lavoro. I blocchi e le penalizzazioni in termini di trasferimento hanno infatti creato un forte malcontento ma soprattutto problemi di natura economica non indifferenti. Partiamo dal presupposto che sono migliaia gli insegnanti che dal Sud si sono trasferiti al Nord, prima come precari e poi con contratto a tempo determinato.

Questi lavoratori, che come supplenti hanno investito tantissimo e sofferto per anni nella speranza della stabilizzazione, in molti casi si sono ritrovati a fronteggiare un nuovo problema, ovvero quello dell’impossibilità di poter scegliere una sede diversa da quella assegnata al momento dell’assunzione in ruolo.

Ecco allora che Orizzonte Scuola ha condotto un’indagine per capire quanto costa vivere al Centro-Nord ai docenti del Sud bloccati nei trasferimenti.

Il risultato è allarmante, dato che i docenti che hanno partecipato all’indagine, alla fine spendono per le spese ordinarie (affitto o mutuo, trasporti, utenze, spese alimentari) quasi l’intero stipendio.

Se a queste cifre aggiungiamo anche le spese che periodicamente vengono sostenute per rientrare nei luoghi di origine in occasione delle feste di Natale, Pasqua o in estate, si comprende come tali insegnanti abbiano una forte penalizzazione.

Docenti vincolati bloccati in nome di una continuità didattica che non c’è. Cosa può fare la politica? [VIDEO]

Tramite la ricerca abbiamo rintracciato anche diverse storie di docenti che devono pagare contemporaneamente due affitti, o un mutuo e un affitto, per più anni, perchè la famiglia è rimasta al Sud o comunque lontana centinaia di chilometri.

Esborso economico, ovviamente, che diventa ancora più esoso se si lavora in grandi città come Milano o Roma, dove ai docenti, in questo caso, resta veramente poco in tasca.

L’INDAGINE DI ORIZZONTE SCUOLA (Clicca la tabella per ingrandirla)

Abbiamo riportato in tabella alcune delle testimonianze che abbiamo raccolto ma è chiaro che esistono situazioni anche peggiori, purtroppo, ovvero docenti fuori sede, sottoposti ai blocchi della mobilità, che arrivano a spendere l’intero stipendio quasi ogni mese, dove chi non ha il reddito del coniuge o l’aiuto della famiglia di origine, difficilmente potrà continuare ad insegnare a queste condizioni.

Questi insegnanti avanzano dunque principalmente due richieste: prima di tutto la possibilità di liberare dai blocchi e vincoli di tutti gli insegnanti. Vincoli che non hanno alcun senso, dal loro punto di vista, in quanto, la continuità didattica non viene completamente rispettata comunque.

E poi l’altra grande questione: gli stipendi. Sono troppo bassi, sia per chi non ha problemi di vincoli, sia per chi, a maggior ragione, si trova ad affrontare situazioni come queste. Bisogna aumentarli, gridano all’unisono i docenti.

L’indagine di Orizzonte Scuola è stata condotta grazie al contributo di Margherita Stimolo, presidente dell‘Associazione nazionale docenti vincolati di ogni ordine e grado, e Doriana Delia, presidente della presidente del coordinamento nazionale docenti immobilizzati.

LE STORIE DEI DOCENTI FUORI SEDE BLOCCATI 

“Assunta a 1200 km da casa, non posso seguire mio figlio con gravi problemi e mia madre malata. Penso di licenziarmi”. La storia di una docente vincolata

“Entrare in ruolo a Nord è un calvario, ho i nervi a pezzi. Torno precaria a 66 anni per rientrare nella mia Palermo”. La storia di Maria Carmela

In ruolo al Nord: tra affitto, spese di viaggio, affetti lontani “così non si può andare avanti”. La storia di Laura [INTERVISTA]

WhatsApp
Telegram

Preparazione concorsi scuola: news webinar Infanzia e Primaria! Prepara anche Secondaria e DSGA