Docenti fragili, possono rientrare in servizio in modalità agile fino a quando ci sarà didattica a distanza?

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Docenti fragili: se le attività didattiche sono a distanza perché non possono svolgere il servizio in modalità agile, da casa? La richiesta arriva da Gionata Ciappina Segretario Regione Sicilia della CONF.I.A.L. Federazione Scuola a sostegno dei docenti che sono stati dichiarati inidonei temporaneamente (cd lavoratore fragile) in ragione del rischio connesso all’esposizione del Covid-19.

Pubblichiamo un esempio
“Sono un docente di sostegno di scuola secondaria di secondo grado, recentemente dichiarato inidoneo temporaneamente alla mansione per tutta la durata dell’emergenza sanitaria (non in categoria fragile in senso stretto, introdotta dalle recenti normative) e vorrei sapere se, almeno una volta entrata in vigore la dad, noi insegnanti con inidoneità che, di fatto, è legata alla presenza a scuola, siamo passati in modalità smartworking analogamente agli altri colleghi (e non più in malattia d’ufficio, come inizialmente previsto dalla nota ministeriale n. 1585 dell’11 settembre 2020, nel caso non fosse stata inoltrata la richiesta di passaggio ad altra mansione all’interno del profilo ATA).
La cosa non risulta per niente chiara, infatti a un mio collega di ***, in assenza di tale domanda, è stata presa in considerazione, da parte della scuola, l’idea di svolgere delle attività da remoto sempre come insegnante (progetto che però, ad oggi, non si è ancora attivato)!”

Come potrebbero essere utilizzati i docenti fragili che rientrano per la didattica a distanza?

Posto che agli stessi non potrà essere riattribuita la titolarità delle classi che si avevano prima del decreto sulla condizione di fragilità, il sindacato propone alcune soluzioni.

“al fine di evitare il perpetrarsi di ulteriori gravi danni psicologici e materiali ai soggetti interessati, di intervenire tempestivamente affinchè venga data la possibilità ai docenti  di rientrare in servizio svolgendo la propria mansione coerentemente con il proprio profilo professionale in modalità agile, la stessa data ai docenti che, messi in quarantena per covid-19, hanno potuto insegnare da remoto con un docente di supporto in presenza nelle proprie classi.

In tal senso il supporto e il lavoro da remoto può essere vario e concordato insieme alla dirigenza e alle esigenze dell’istituto e può riguardare ad esempio:

  • essere di supporto alle classi e ai docenti con soggetti fragili o alunni in quarantena;
  • potenziamento e attività di recupero a distanza per i ragazzi dell’Istituto;
  • inserimento all’interno delle attività pensate per l’educazione civica per i ragazzi;
  • supporto durante i corsi di formazione o le lezioni tenute dai docenti nel corso dell’anno;
  • cooperare e supportare la dirigenza in attività organizzative e /o didattiche;
  • supporto e motivazione alla lettura con eventuale prestito a distanza dei libri presenti a scuola;”

FAQ USR Veneto

A supporto di tale tesi una FAQ dell’USR Veneto

“Cosa cambia per i lavoratori c.d. “fragili” con il DPCM 3 novembre 2020?

Con l’ampliamento della DDI al 100% nelle scuole del secondo ciclo, potrebbe venir meno la condizione che – a fronte di caratteristiche di fragilità riconosciute ad un lavoratore con conseguente attribuzione di inidoneità temporanea nella specifica funzione docente, in riferimento alla pandemia di COVID-19 – consentiva all’interessato di fruire dell’istituto giuridico dell’utilizzazione in altri compiti ovvero dell’assenza per malattia equiparata a ricovero ospedaliero (su queste caratteristiche e su tutta la procedura connessa ai lavoratori c.d. “fragili” si rinvia alla nota MI n. 15858 dell’11.09.2020).

Al riguardo va richiamato quanto previsto dall’art. 26, comma 1-bis, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 convertito nella legge 13 ottobre 2020, n. 126 il quale, modificando una disposizione del d.l. 18/2020, stabilisce che, dal 16 ottobre al 31 dicembre 2020, i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ivi inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, “svolgono di norma la prestazione lavorativa
in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti […]”. Di conseguenza, il Medico Competente potrà rivedere, se del caso, il giudizio di inidoneità e ai sensi dell’art. 5, c. 3, lettera b) del DPCM 3 novembre 2020 il dirigente scolastico potrà disporre il rientro in servizio in modalità agile e in DDI.”

Lettera della Confial all’Ufficio Scolastico di Catania

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