Docenti esperti, ricercatori, delegati all’organizzazione: tre nuove figure nel disegno di legge della Provincia di Trento

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E’ stato presentato il 27 marzo il disegno di legge per il miglioramento del sistema scolastico della Provincia autonoma di Trento. “Il disegno di legge intende definire specifiche misure organizzative volte al miglioramento della qualità dell’offerta formativa e dei processi didattici, formativi ed educativi, partendo proprio dalla valorizzazione del corpo docente” ha commentato l’assessore all’istruzione, università e cultura Mirko Bisesti.

I compiti dei docenti

I dirigenti scolastici assegnano, in coerenza con il progetto di istituto:

a) ai docenti esperti, compiti di coordinamento della didattica, di rafforzamento dei percorsi di orientamento e di personalizzazione dei percorsi didattici;

b) ai docenti ricercatori, compiti, in aggiunta a quelli di cui alla lettera a), di sviluppo di specifici progetti, di durata anche pluriennale, per il miglioramento e l’innovazione dell’offerta formativa nonché per la diffusione di buone prassi di
cooperazione fra i docenti

c) ai docenti delegati all’organizzazione, incarichi di diretta collaborazione per compiti organizzativi.

I numeri della riforma

La riforma prevede, a regime, che nelle scuole trentine saranno complessivamente presenti: 1320 docenti esperti, 215 docenti ricercatori e circa 215 docenti delegati all’organizzazione per un totale complessivo di 1750 docenti, pari a circa il 40% dei docenti di ruolo con almeno 5 anni di servizio nelle scuole statali o a carattere statale, anche in posizione non di ruolo.

Slide della Provincia autonoma di Trento

Ancodis: “Aperta la strada alle figure intermedie… Finalmente”

Auspichiamo che anche sul piano nazionale si intraprenda la strada di una vera carriera per rendere la professione docente più dinamica e interessante, più attrattiva e remunerativa, per promuovere un moderno sviluppo professionale con il riconoscimento di competenze diverse ma necessarie a gestire la complessità della scuola autonoma” commenta Ancodis.

Finalmente – aggiunge Rosolino Cicero –si uscirà dall’equivoco della progressione di carriera per anzianità e si potrà parlare di carriera docente prevedendo la possibilità di scelta per coloro che vogliono assumere incarichi aggiuntivi nella condivisa certezza che produrranno effetti nello sviluppo professionale“.

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