Docenti esperti e dintorni. Lettera

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Inviato da Simonetta Lucchi – Da almeno quindici anni o più in molte riunioni  ho insistito sul tema della valutazione delle competenze degli insegnanti. Chi mi conosce personalmente lo sa bene.

Cosa che sarebbe servita per stabilire anche in modo trasparente e equo gli incarichi interni, e esterni, variamente retribuiti (quanto?) della scuola
I famosi fascicoli in segreteria che nessuno guarda mai. Sarebbe un lavoro di un paio di giornate individuare i “docenti esperti”. Avevo perfino elaborato insieme a uno i due colleghi tabelle e punteggi. Credo ancora di averli da qualche parte. Ho proposto che la valutazione fosse facoltativa per rispettare le sensibilità di tutti. Chi voleva poteva essere valutato, altri no.
Che si tenessero in considerazione i percorsi formativi, gli aggiornamenti, i titoli e le esperienze professionali.
Io non ricordo nessuno, in nessun consiglio o assemblea, che abbia sostenuto questa semplice, a me sembrava ovvia, necessità.
Le componenti collegiali della scuola sono tre: docenti, genitori, studenti.
Tutti possono esprimersi e votare.
In realtà, le molte riunioni sono delle cerimonie che seguono i soliti rituali, più o meno noiosi,  ma questo lo creiamo noi, nessuno lo impone dall’alto.
Le scuole godono di autonomia decisionale e di un proprio bilancio, quindi possono deliberare con semplice votazione assembleare.
Francamente, perché adesso dovremmo lamentarci se un ministro decide per i “docenti esperti”?
Certo che è inutile e ingiusto.
Ma se nessuno fa…docenti, studenti genitori. Tutte le componenti della scuola. Per non parlare delle altre centinaia di figure professionali appartenenti a questo enorme e imperscrutabile sistema.
Non è possibile che per ogni questione scolastica si trascinino discussioni per decenni, senza arrivare a una semplice veloce e chiara decisione.
Scusate la franchezza ma è la verità: e se le cose non si vogliono fare, ho imparato con l’esperienza, un motivo ci sarà…

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