Docenti “esiliati e immobilizzati”, vogliamo ritornare nelle nostre province

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Riportiamo integralmente la lettera aperta inviata il 20 aprile 2019 da diversi comitati e gruppi di docenti esiliati ed immobilizzati alle segreterie nazionali dei sindacati che oggi incontreranno il Ministro Bussetti ed il premier Conte.

“All’attenzione

FLC CGIL – CISL SCUOLA- UIL RUA SCUOLA – SNALS – GILDA
USB SCUOLA – COBAS – UNICOBAS – ANIEF

Abbiamo appreso della convocazione che le OO.SS hanno ricevuto da parte del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Marco Bussetti per il 23 aprile 2019 e che all’incontro sarà presente il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Leggiamo dai comunicati che avete diffuso che, all’ordine del giorno della discussione, vi saranno  i contenuti alla base dello sciopero che avete indetto per 17 maggio.  “Per un nuovo contratto che rivaluti le retribuzioni di tutto il personale allineandole a quelle degli altri Paesi europei – per ribadire il carattere unitario e nazionale della scuola italiana contro il tentativo di regionalizzare il sistema di istruzione – per un piano straordinario di assunzioni del personale contro la precarietà del lavoro di docenti e ATA – per una scuola pubblica accogliente, inclusiva e di qualità contro ogni discriminazione per motivi geografici o sociali”

Leggiamo inoltre che l’obiettivo dell’incontro sarà ottenere “soluzioni concrete a problemi concreti”.

Cogliamo dunque l’occasione per ricordarvi che, tra i problemi concreti che da tre anni affliggono una buona fetta del personale scuola, vi è l’esilio e la lontananza dalle proprie terre e dai propri cari, visto che nell’agenda di sciopero ciò è assente.

Vi ricordiamo che si tratta di una delle manifestazioni più concrete delle discriminazioni che si generano in virtù delle differenze esistenti tra il Nord e il Sud del nostro paese.

Della L. 107, che ritenete di aver smantellato pezzo pezzo, è invece ancora in essere la peggiore conseguenza, quella che pesa direttamente sulle esistenze degli insegnanti.

Il colpo più duro nel 2015 è stato sferrato proprio contro i docenti meridionali che sono stati, con le assunzioni e la mobilità nazionale, maggiormente colpiti in termini numerici, materiali ed umani. Questi docenti , come sapete, sono andati ad aggiungersi ai tanti già immobilizzati al Nord da anni, senza possibilità di ritorno.

Perciò, di fronte alle proposte di secessione mascherata da autonomia da parte di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, come docenti esiliati ed immobilizzati al Nord e che da anni lottano per la Scuola del Sud, non possiamo se non dire NO a chi vuole ledere il diritto fondamentale all’istruzione, libera gratuita e uguale per tutti sancito nella nostra Costituzione.

Se la regionalizzazione dell’istruzione, al primo punto tra i provvedimenti da contestare nello sciopero del 17 maggio 2019 da voi indetto, andasse in porto, i docenti esiliati ed immobilizzati, protagonisti di una migrazione interna mai interrotta, si troverebbero a dover decidere se continuare a dipendere dallo Stato per poter continuare a sperare nel rientro nelle proprie terre d’origine o se dire ad esse addio per sempre e diventare dipendenti delle ricche regioni del Nord che promettono pure aumenti di stipendio. Vedranno dunque peggiorare drasticamente le proprie condizioni già enormemente provate .

Perciò vi chiediamo di ricordare e rivendicare, nell’agenda di sciopero e quindi tra gli argomenti oggetto di discussione il 23 aprile, anche i diritti dei docenti colpiti da una delle problematiche concrete che il Miur ha il dovere di risolvere attraverso un piano di rientro definitivo di tutti i docenti esiliati ed immobilizzati lontano dalle proprie terre.

Vi chiediamo inoltre di insistere affinchè i posti liberati da quota 100 siano tutti immediatamente disponibili con l’anticipazione dell’organico a prima della definizione dei trasferimenti e affinchè ci sia il rispetto della sentenza del Tar Lazio 8 gennaio 2019 che si è espressa sull’organico di diritto sostegno in Sicilia da estendere come principio a tutte le regioni d’Italia al fine di eliminare lo scandalo dei posti in deroga sul sostegno.

In attesa di un vostro riscontro vi porgiamo,
Cordiali saluti

Nastrini Liberi Uniti
Disa ante 2014
Osservatorio Diritti Scuola
Comitato 8000 esiliati fase B

Esiliati Attivi gruppo fb
Docenti immobilizzati gruppo fb
Versione stampabile
Argomenti:
anief banner
soloformazione