Docenti e secondo lavoro: quali le attività consentite, quando serve autorizzazione del Dirigente Scolastico e quanto dura

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Il personale docente, come tutti i dipendenti pubblici, al fine di svolgere un’ulteriore attività (tra quelle consentite), deve chiedere ed ottenere l’autorizzazione del dirigente. Va richiesta ogni anno scolastico? 

Attività consentite

I dipendenti pubblici hanno il dovere di esclusività della prestazione dell’attività lavorativa, a garanzia del buon andamento e dell’imparzialità dell’amministrazione. Vi sono, comunque, delle attività che possono essere svolte: alcune previa autorizzazione del dirigente scolastico, altre senza.  Conseguentemente, riguardo alle possibili ulteriori attività e al relativo regime delle incompatibilità, si distinguono:

  1. incompatibilità assolute, per cui l’ulteriore attività lavorativa non può essere svolta; non si può in nessun modo: esercitare attività commerciale, industriale e professionale; assumere o mantenere impieghi alle dipendenze di privati; accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società od enti per i quali la nomina è riservata allo Stato e sia intervenuta l’autorizzazione del Ministero della pubblica istruzione (dal predetto divieto sono escluse le società cooperative); tenere lezioni private ad alunni dell’istituzione scolastica in cui si presta servizio. L’incompatibilità assoluta, inoltre, si realizza ogni qualvolta l’ulteriore attività esercitata si ponga in conflitto di interessi con l’attività di insegnamento (intendendo con ciò anche tutte le altre attività ad esso riferite);
  2. incompatibilità relative o condizionate alla preventiva autorizzazione del dirigente scolastico, per cui l’ulteriore attività lavorativa può essere svolta previa autorizzazione del dirigente; è possibile svolgere: libere professioni; lezioni private ad alunni di altri istituti; attività forense (a determinate condizioni);
  3. attività che possono essere svolte senza autorizzazione del DS (collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili; partecipazione a convegni e seminari …).

Non sono soggetti al regime delle incompatibilità i docenti in part-time con prestazione lavorativa sino al 50%, fermo restando che gli interessati hanno l’obbligo di comunicare lo svolgimento dell’eventuale ulteriore attività al dirigente scolastico, affinché verifichi che la medesima non determini un conflitto di interessi.

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Come detto, dunque, alcune attività sono consentite previa autorizzazione del dirigente [ci riferiamo a docenti già assunti e non a quelli che devono stipulare ancora il contratto di lavoro (supplenza o ruolo)].

Procedimento autorizzatorio

Questi gli step del procedimento autorizzatorio dell’ulteriore attività:

– il docente già assunto, che si propone di intraprendere un’ulteriore attività, chiede l’autorizzazione al dirigente scolastico;

– il dirigente:

  • verifica, prima di ogni cosa, se l’ulteriore attività non rientri in nessuna delle incompatibilità assolute (in quest’ultimo caso, il procedimento autorizzatorio terminerebbe sul nascere, poiché il dirigente non potrebbe in nessun modo fornire la relativa autorizzazione) oppure rientri tra le attività liberalizzate, per cui non è necessaria l’autorizzazione;
  • effettuata la predetta verifica “preliminare”, avvia una vera e propria istruttoria, per accertare la compatibilità dell’attività ulteriore con l’insegnamento e l’insussistenza anche di un potenziale conflitto di interessi;
  • adotta, entro 30 giorni dalla richiesta dell’interessato, un provvedimento motivato di autorizzazione ovvero di diniego. Trascorsi i citati 30 giorni, senza che il dirigente scolastico emetta alcun provvedimento, l’autorizzazione si intende concessa (art. 53, comma 10, del d.lgs. 165/2001).

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Durata

L’eventuale autorizzazione concessa dal dirigente scolastico non ha durata illimitata. Così scrive al riguardo l’USR Piemonte nella nota del 26 agosto 2022:

Lo scadere del termine autorizzatorio esclude poi la legittimità dell’attività successiva con la conseguenza che il dipendente autorizzato a svolgerla non potrà legittimamente fare affidamento sul perdurare dell’autorizzazione precedentemente data oltre il termine di scadenza che nel comparto scuola coincide normalmente con l’anno scolastico.

In definitiva:

  • l’autorizzazione a svolgere l’ulteriore attività ha un preciso termine, che di norma coincide l’anno scolastico;
  • l’interessato deve richiederla ogni anno scolastico (o comunque alla scadenza del termine indicato).

Mancata autorizzazione

Qualora il docente svolgesse l’ulteriore attività in mancanza della prevista autorizzazione, potrebbe andare incontro ad un procedimento disciplinare e al licenziamento.

Il dipendente, leggiamo sempre nella succitata nota dell’USR Piemonte, è tenuto inoltre a versare all’Amministrazione di appartenenza le somme percepite in conseguenza dell’attività illegittimamente svolta. Il mancato versamento dei compensi derivati da attività extra istituzionale da parte del dipendente pubblico si configura come illecito erariale secondo quanto previsto dall’art. 53, comma 7, d.lgs. n. 165/2001.

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