Docenti e presidi italiani in Finlandia: “Mettere a punto buone pratiche da importare in Italia. Ma anche noi abbiamo le nostre punte di diamante”

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La Finlandia, come sappiamo, viene vista da anni come uno dei paesi più influenti e innovativi per quanto riguarda il sistema scolastico. Grazie ad Erasmus +, il progetto di mobilità europea, da alcuni anni docenti e dirigenti scolastici possono fare esperienze formative e dunque andare a capire da vicino i punti di forza (e di debolezza) dell’istruzione negli altri Paesi, compreso quello finlandese, dunque.

Il Giorno, a tal proposito, racconta dell’esperienza che sta vivendo in Finaldia una delegazione dell’istituto comprensivo Luigi Galvani di Milano, scuola capofila della rete “A bridge for Erasmus“, insieme ai colleghi del Fermi di San Giuliano Milanese e del Rovani di Sesto San Giovanni.

Stiamo facendo job shodwing sul sistema scolastico finlandese“, spiega la preside del Galvani, Anna La Rocca., ovvero lavoro-ombra. “Un’azione di formazione continua e di disseminazione di pratiche didattiche diffuse altrove“, sottolinea ancora la dirigente.

Abbiamo analizzato il modello didattico – prosegue la dirigente – Non è la scuola singola che partecipa a questa mobilità ma una rete di scuole. Perché l’obiettivo, dopo il confronto di punti di forza e criticità, è mettere a punto buone pratiche da importare in Italia. Ci vuole buon spirito di osservazione e senso critico, si riflette su un modello innovativo, citato in tutto il mondo, ma anche sulle punte di diamante che abbiamo in Italia e che troppo spesso dimentichiamo o diamo per scontate“.

Fino a qualche tempo fa questi programmi erano stati aperti solo ai docenti delle superiori – ricorda ancora la preside –, ma ci si è accorti che aprire queste occasioni educative a docenti e personale del primo ciclo è fondamentale per una sorta di formazione in itinere dei docenti. Offre spunti per continuare a innovare, per crescere. L’imparare facendo vale anche per i docenti“.

Servirà nel progettare moduli didattici che si concentrano anche sull’apprendimento pratico del contenuto da unire allo zoccolo duro della teoria, che c’è da noi“, racconta la delegazione.

Anche un’altra dirigente, Lucia Gregoretti del Fermi, racconta al quotidiano “Ci siamo immersi nella cultura del luogo oltre ad avere fatto osservazione di pratiche didattiche, abbiamo visto per esempio come si svolge l’intervallo e la massima attenzione data alle relazioni sociali. I nostri colleghi finlandesi e i tutor Heikki Kotilainen e Kirsi Peltomäki sono stati gentilissimi e davvero disponibili, lavorando a stretto contatto con i docenti italiani”.

Il prossimo anno la rotta dell’Erasmus sarà capovolta, ovvero saranno le scuole finlandesi ad essere ospitate da quelle italiane: “accoglieremo anche diversi studenti che già stanno studiando italiano, alcuni la scelgono come terza lingua infatti, e non vedono l’ora di metterla in pratica“.

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