Docenti e Ata non vaccinati, illegittimo sospendere lo stipendio al personale assente per malattia. Sentenza Tribunale di Ivrea

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L’amministrazione scolastica è stata condannata a restituire la retribuzione illegittimamente trattenuta ad una collaboratrice scolastica, non vaccinata, assente per malattia, oltre al pagamento delle spese di lite.

È questo il portato della sentenza del Tribunale di Ivrea riguardante l’applicazione della circolare ministeriale (la n. 1927) contestata dalla UIL Scuola e patrocinata attraverso il suo Ufficio Legale.

Il ministero dell’Istruzione aveva ritenuto di estendere l’obbligo vaccinale a tutto il personale a prescindere dalla condizione di stato (malattia, aspettativa, ecc.) in cui versava il dipendente, assente dal servizio. Nel caso specifico, la lavoratrice era assente per motivi di salute e, come tale, la mancata vaccinazione non avrebbe potuto costituire motivo di pericolo per alcuno, essendo impossibilitata a contagiare, si legge in una nota del sindacato.

La forzatura impressa con l’emanazione della disposizione attuativa (Circolare n.1927 del 17.12.2021) da parte dell’Amministrazione Scolastica, poi eseguita inopinatamente e pedissequamente dal dirigente scolastico, determinava la sospensione dal servizio e la conseguentemente l’interruzione di ogni trattamento, sia retributivo, che previdenziale ed assistenziale.

“I nodi arrivano al pettine quando si persegue con convinzione e determinazione la tutela degli interessi e dei diritti dei lavoratori. Azioni che la Uil Scuola non ha mai smesso di praticare e che, anzi, ha intensificato proprio nel momento in cui venivano emanate norme ingiuste”, afferma Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola.

“I tentativi di confronto costruttivo sono stati condotti sin dalla data di sottoscrizione del Protocollo sulla Sicurezza con l’Amministrazione Scolastica. All’epoca l’oggetto del contendere era costituito dalla gratuità dei tamponi che la Uil Scuola aveva richiesto per la semplice ragione che le azioni a tutela della salute dei lavoratori non possono che gravare a carico delle parti datoriali. In quella maniera si sarebbe tutelata anche la salute pubblica che – come è evidente – è ancora oggetto di preoccupazione”, si legge ancora.

“Ad oggi, la scuola è uno di quegli ambiti che non ha mai aggiornato il Protocollo sulla Sicurezza del 14 agosto, fallendo sistematicamente, ogni tentativo di arrivare ad un accordo con i sindacati di categoria. Ancora una volta, viene premiata la qualità dell’azione di tutela sconfiggendo ogni tentativo di ideologizzare il mondo del lavoro. Ora il Governo ne tragga le giuste conseguenze e ristori anche i lavoratori che non hanno ancora adito l’Autorità giudiziaria”, conclude Pino Turi.

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