Docenti e ATA neoassunti, assenze causa Covid influiscono sui 180 giorni del periodo di prova?

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Si tratta di una questione spinosa, che non è stata esplicitamente affrontata nella annuale circolare del Ministero sull’anno di formazione e prova del personale neoassunto dall’anno scolastico 2020/21 o che ha effettuato il passaggio di ruolo o che assunto negli anni precedenti deve ancora portare a termine l’adempimento. Pubblichiamo un parere dell’ARAN in merito, riferito al comparto delle Funzioni locali, ma che può essere esemplificativo anche per la scuola.

Il periodo di prova durante l’emergenza coronavirus va sospeso?

L’ARAN così risponde su tale questione spinosa: “Per quanto di competenza, si evidenzia che l’istituto giuridico del periodo di prova, disciplinato dal contratto collettivo nazionale di lavoro, diversificato nella sua durata in relazione alle diverse categorie di inquadramento previste nel sistema di classificazione, è finalizzato a verificare la reciproca convenienza delle parti alla conclusione del rapporto di lavoro definitivo e si fonda sul principio di effettività. In coerenza con tale principio, la norma dell’art. 20, comma 4, del CCNL delle Funzioni Locali del 21.5.2018 prevede espressamente che “Il periodo di prova è sospeso in caso di assenza per malattia e negli altri casi di assenza previsti dalla legge o dal CCNL.”

Data la formulazione testuale della richiamata norma contrattuale, che fa genericamente riferimento alla nozione di altri casi di assenza previsti dalla legge, la disciplina ivi prevista si ritiene debba essere applicata in tutti i casi in cui una norma di legge consenta o disponga la effettiva sospensione dello svolgimento della prestazione lavorativa.

Alla stregua di tale canone interpretativo potrà valutarsi, in termini contrattuali collettivi, la portata e la rilevanza delle disposizioni determinanti assenza dal servizio contenute nel D.L. 18 del 2020, nel D.L. 9/2020 nonché nelle altre fonti di legge previste per lo stato di emergenza epidemiologico derivante da Covid-19 ed in particolare se per le diverse fattispecie ivi previste possa trovare applicazione la richiamata norma di cui all’art. 20, comma 4. Laddove siano ritenute necessarie specifiche indicazioni interpretative delle ricordate disposizioni legislative, ratione materiae, l’Agenzia non può che conformarsi a quelle del Dipartimento della Funzione Pubblica, istituzionalmente competente in materia di interpretazione della legislazione sul lavoro pubblico. Infatti l’attività di assistenza alle Amministrazioni da parte dell’Agenzia è limitata, in base al disposto dell’art. 46, comma 1, Dlgs 165/2001 e smi, alla formulazione di orientamenti per la uniforme applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro di cui essa è parte stipulante e non può quindi estendersi all’interpretazione di disposizioni legislative o regolamentari, né può consistere in valutazioni operative per l’attività di gestione che, in quanto espressione del potere organizzativo e direttivo datoriale, costituiscono esclusiva prerogativa dell’Ente”.

Il problema si pone in via analogica sicuramente per gli ATA visto che la disposizione contrattuale recita che il periodo di prova è sospeso in caso di assenza per malattia e negli altri casi di assenza previsti dalla legge o dal CCNL. Ed è la stessa formulazione prevista per quella delle Funzioni Locali.

Per i docenti fa testo quanto previsto da D.M. 850/15, articolo 3 comma 2 e la Circolare ministeriale 36167/15 lì dove affermano che “nei centottanta giorni sono computate tutte le attività connesse al servizio scolastico, ivi compresi i periodi di sospensione delle lezioni e delle attività didattiche, gli esami e gli scrutini ed ogni altro impegno di servizio, ad esclusione dei giorni riferibili a ferie, assenze per malattia, congedi parentali, permessi retribuiti e aspettativa. Va computato anche il primo mese del periodo di astensione obbligatoria dal servizio per gravidanza”.

Le assenze di malattia non sono computabili ad esempio, quindi quelle riconducibili a questa ipotesi in caso di emergenza Covid-19 le, assenze per malattia, o equiparate alle stesse, non dovrebbero essere computabili nei 180 per la validità dell’anno di prova.

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