Docenti e ATA fragili si appellano al Ministro Stefani: non vediamo riconosciute le norme a nostra tutela

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Lavoratori fragoli & inidonei – Egregio Ministro Stefani, è da due mesi che noi lavoratori fragili ed inidonei abbiamo scritto al Ministro Bianchi ed ai sottosegretari Floridia e Sasso. Li abbiamo informati di quello che sta accadendo ai docenti ed al personale ATA fragile impossibilitato ad eseguire lavoro agile per mansione, in possesso del certificato di fragilità (attestante una delle condizioni di rischio derivante da immunodepressione, o patologia oncologica, o dallo svolgimento delle relative terapie salvavita) o in possesso del verbale di riconoscimento della Legge 104/92 art. 3 comma 3, ai sensi dell’art. 26 comma 2 DL 18/2020 “Cura Italia” e S.M.I.

Ovvero, abbiamo segnalato che in molte Istituzioni Scolastiche nazionali di ogni ordine e grado, purtroppo, i suddetti lavoratori fragili (corpo docente e personale ATA) non si vedono riconosciuta l’applicazione delle norme vigenti emanate a tutela dei lavoratori cosiddetti fragili.

Alcuni Dirigenti Scolastici si ostinano a considerare come non computabili nel comporto solo quelle assenze che ricadono nel periodo dal 1 marzo 2021 e sino a giugno 2021. È insostenibile che a fronte di una norma nazionale unica e chiara, ad oggi, non ci sia stato un aggiornamento del codice SIDI (Sistema Informativo Dell’Istruzione).
Le chiediamo di intervenire in merito affinché qualcuno ci dia risposte chiare di cosa stia succedendo.

Altra problematica degna della Sua attenzione è quella inerente ai lavoratori inidonei, dichiarati tali dal medico competente a seguito della sorveglianza sanitaria eccezionale. Tali lavoratori sono affetti da patologie non rientranti in quelle condizioni di fragilità di cui al comma 2 art. 26 DL Cura Italia, tuttavia vengono giudicati dal medico competente comunque ad alto rischio di gravi complicanze in caso di contagio da Sars-Cov2. A seguito del giudizio di inidoneità assoluta temporanea, tali lavoratori vengono posti in malattia obbligata ordinaria, che incide sul comporto e ne conseguono tagli di stipendio sempre più cospicui man mano che tali assenze si accumulano nel tempo, sino al rischio di essere licenziati, al superamento del periodo di comporto (periodo che peraltro differisce in base ai differenti CCNL del settore pubblico e privato).
Ad oggi non è stata risolta nessuna di queste problematiche da parte del Ministero dell’Istruzione. Ne consegue che per alcune segreterie scolastiche, finché non provvederete ad aggiornate i codici SIDI, la problematica del comporto resterà irrisolta. Possibile che dopo un anno non siano riusciti ancora a risolvere questa problematica?

Possibile che la disabilità non sia tra le loro priorità?

Le chiediamo, pertanto, di intervenire in merito, abbiamo bisogno che ci aiuti a risolvere questa assurda situazione.
Attendiamo un Suo sollecito riscontro e ci auguriamo che questo nostro appello non venga ignorato.

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