Pittoni (Lega), dopo Ferragosto ci occuperemo dei docenti con 3 anni di servizio al 31 agosto

di redazione
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Depositato il Disegno di Legge di cui è primo firmatario il Sen. Pittoni (Lega), per risolvere la problematica del personale docente e ATA che abbiano svolto 36 mesi di servizio su posti vacanti e disponibili.

A tale proposito Pittoni ha dichiarato: “Il primo provvedimento che calendarizzeremo alla ripresa sarà il ribaltamento dell’interpretazione che è stata data alla normativa europea per la stabilizzazione delle persone che hanno maturato un certo numero di anni nella scuola con contratti a tempo determinato: l’interpretazione sarà in linea con l’Ue. Il comma 181 della Buona scuola infatti colpisce chi ha lavorato per tre anni con contratti a tempo determinato“.

Come anticipato dalla nostra redazione, il Disegno di legge depositato si occupa sia dei ruoli che delle supplenze al personale interessato dalla norma. Al momento la VII commissione, in seno al Decreto Dignità ancora in discussione, ha soppresso il comma 131 della Legge 107/2015, che impediva al personale in questione di accettare altre supplenze su posti disponibili e vacanti al raggiungimento dei 36 mesi di servizio su questa tipologia di posto. Il Disegno di Legge affronta il problema ad ampio raggio, proponendo la soluzione definitiva.

Diritto al ruolo

Potranno essere interessati alla norma i docenti e il personale ATA che abbiano svolto 36 mesi di servizio, comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione, per la copertura di posti vacanti e disponibili.

Ad essi spetta “l’assunzione a tempo indeterminato, in ottemperanza a quanto previsto dalla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999″, per cui  verranno inseriti in un percorso che possa portare alla stabilizzazione, ha dichiarato il Sen. Pittoni.

Le modalità

1) precedenza per il ruolo nelle graduatorie in cui risultino inseriti

Qualora non sia disponibile il posto per il ruolo, si ha diritto

a) alla precedenza per le supplenze al 30 giugno

b) alla precedenza nel conferimento delle supplenze temporanee, nella provincia di appartenenza, senza limitazioni di scuole

c) alla nomina in ruolo, dall’anno scolastico successivo, nella provincia o regione diverse da quelle di appartenenza, a condizione che in queste ultime risultino esaurite tutte le graduatorie finalizzate al reclutamento a tempo indeterminato e che non ne sia previsto l’aggiornamento per l’anno successivo”

Il computo dei 36 mesi di servizio decorre dal 1° settembre 2016.

Il servizio valido deve essere stato svolto in scuole statali, sono escluse le scuole paritarie.

Le motivazioni

Così la direttiva europea “ai sensi dell’articolo 5, comma 4-bis, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, (attuativo della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999), qualora per effetto di successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti il rapporto tra datore di lavoro e lavoratore abbia complessivamente superato i trentasei mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l’altro, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato”

Inoltre nei confronti di questo personale si verrebbe a creare un paradosso: invece di vedere trasformato il proprio rapporto di lavoro da tempo determinato in indeterminato, come previsto dalla direttiva europea, non potrebbero scegliere neanche la supplenza migliore disponibile al loro turno in graduatoria. E dunque, in contrasto al principio della “valorizzazione del merito” per l’accesso al lavoro nella Pubblica Amministrazione. E se l’unico posto posto offerto fosse proprio un posto vacante e disponibile, si arriverebbe anche a negare il diritto al lavoro.

La tutela vale solo per docenti e ATA che abbiano svolto servizio su posti vacanti e disponibili, e non su coloro che abbiano svolto supplenze su posti solo disponibili (organico di fatto, con termine 30 giugno) o supplenze temporanee, in quanto diversa è la causale di queste supplenze.

L’iter del Disegno di Legge

E’ lungo e complesso. Il Disegno di Legge deve ancora essere assegnato alla Commissione specifica, discusso e approvato. Non è escluso che possa essere soggetto a modifiche.

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