Docenti e Ata assunti, ma licenziati in caso di lockdown: i precari “usa e getta”

Nei prossimi giorni (probabilmente già in questa settimana), Azzolina firmerà l’ordinanza per l’assunzione di circa 50mila docenti e Ata da impegnare solo nell’anno scolastico 2020-2021

Nei prossimi giorni (probabilmente già in questa settimana), Azzolina firmerà l’ordinanza per l’assunzione di circa 50mila docenti e Ata da impegnare solo nell’anno scolastico 2020-2021: assunzioni a tempo determinato con la clausola di interruzione del rapporto in caso di lockdown. Il costo dell’operazione è di circa un miliardo, fondi già stanziati dal Decreto Rilancio. Non sono mancate polemiche su questa misura, ma il Ministero è deciso ad avere avanti anche per cercare di colmare i vuoti di organico.

La ministra dell’Istruzione, in più di un’occasione, ha ribadito la volontà di assumere: “I precari li vogliamo assolutamente assumere ma secondo le procedure previste dalla Costituzione. A fine agosto faremo le assunzioni useremo le graduatorie dei vecchi concorsi, le cosiddette Gae, e poi faremo i concorsi nuovi a fine settembre. I precari che faranno i concorsi nuovi li assumeremo con retrodatazione al 1 settembre 2020. Il nostro obiettivo è assumerli i precari perché significa dare loro una stabilità”, ha detto sabato scorso durante il suo intervento in un evento organizzato dal M5S.

Azzolina: fine agosto assunzione nuovi docenti, fine settembre concorsi a cattedra

Docenti e Ata assunti, ma licenziati in caso di lockdown: i precari “usa e getta”

Ecco, dunque, i nuovi precari della scuola “usa e getta”, introdotti con la conversione in legge del Decreto Rilancio per rispondere all’esigenza del rientro in classe a settembre – quando si potrebbero formare classi da non più di 15 alunni – ma licenziabili all’occorrenza, qualora dovesse venirsi a determinare un nuovo lockdown e senza nemmeno la possibilità di percepire l’indennità di disoccupazione.

Così saranno reclutati: i primi ad essere convocati saranno quelli da GaE e GPS dalle quali si attinge per posti vacanti (31 agosto) e fino al termine delle attività didattiche (30 giugno). Queste supplenze saranno invece conferite dai Dirigenti Scolastici attraverso lo scorrimento delle graduatorie d’Istituto, in quanto “incarichi temporanei” con data di scadenza max ultimo giorno di lezione (data varia nelle Regioni in base al calendario scolastico) e clausola di risoluzione per giusta causa.

Dubbi, però, su quanti docenti saranno disposti ad accettare un contratto atipico con una clausola di licenziamento nel caso dovesse ritornare il Covid-19.

Il testo dell’emendamento approvato

1. Al fine di consentire l’avvio e lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 nel rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, con ordinanza del Ministro dell’istruzione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono adottate, anche in deroga alle disposizioni vigenti, misure volte ad autorizzare i dirigenti degli uffici scolastici regionali, nei limiti delle risorse di cui al comma 2, a:

a) derogare, nei soli casi necessari al rispetto delle misure di cui all’alinea ove non sia possibile procedere diversamente, al numero minimo e massimo di alunni per classe previsto, per ciascun ordine e grado di istruzione, dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81;

b) attivare ulteriori posti di incarichi temporanei di personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) a tempo determinato dalla data di inizio delle lezioni o dalla presa di servizio fino al termine delle lezioni, non disponibili per le assegnazioni e le utilizzazioni di durata temporanea. In caso di sospensione dell’attività in presenza, i relativi contratti di lavoro si intendono risolti per giusta causa, senza diritto ad alcun indennizzo;

c) prevedere, per l’anno scolastico 2020/2021, la conclusione degli scrutini entro il termine delle lezioni.

3. Il Ministero dell’istruzione, entro il 31 maggio 2021, provvede al monitoraggio delle spese di cui al comma 2 per il personale docente e ATA, comunicando le relative risultanze al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, entro il mese successivo. Le eventuali economie sono versate all’entrata del bilancio dello Stato e sono destinate al miglioramento dei saldi di finanza pubblica.

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