Docenti di ruolo: no a concorso calderone con neolaureati, siamo solidali con insegnanti terza fascia con servizio

di redazione
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Il “Comitato Nazionale Docenti di Ruolo Ingabbiati” e il “Comitato Nazionale Docenti di Ruolo Ingabbiati: Infanzia e Primaria” hanno inviato un messaggio al  Ministro Marco Bussetti: siamo “Ingabbiati e non Invisibili”.

La lettera

Gentile Ministro,
viste le ultime dichiarazioni da Lei effettuate a margine dell’intervista del giorno 19 marzo 2019 con la giornalista di Fuori TG Rai 3, per la prima volta, dopo gli attriti creati dalle dichiarazioni della Senatrice Bianca Laura Granato con i precari, Lei riferisce che il Ministero sta valutando soluzioni per i docenti precari di seconda e terza fascia.

Le ricordiamo che da parte di un politico al Governo, i cittadini necessitano di concretezza, provvedimenti seri e risolutivi, urgenti prima delle prossime elezioni europee, e non palliativi che non servono a far altro che agitare gli animi. Come afferma il Leader del Suo partito Matteo Salvini: “Dalle parole ai fatti!!!”.

Come Comitato Nazionale Docenti di Ruolo “Ingabbiati” di ogni Ordine e Grado, nonostante i diversi incontri con i politici a cui abbiamo preso parte, al sit-in del 12 marzo 2019 davanti al MIUR, con l’affissione di un mega striscione dal titolo: “ASCOLTATECI: DOCENTI DI RUOLO INGABBIATI”,

Vogliamo capire se l’intenzione del Governo è quella delineata dalla Legge di Bilancio 2019: concorso “calderone” per tutti, neolaureati, precari e docenti di ruolo, oppure è disponibile a riconoscere ai precari e ai docenti di ruolo le esperienze e la professionalità maturata?

Non si tratta di modificare le procedure di reclutamento, ma di differenziare le posizioni tra chi ha già sostenuto un concorso ordinario e chi, invece, ha avuto l’abilitazione tramite il solo titolo (esempio diploma magistrale).

Se nella scuola si entra tramite il concorso è giusto che chi lo ha già sostenuto e vinto per altri ordini o classi di concorso abbia un metro di valutazione differente.

Questo accade in ogni contesto lavorativo pubblico, dalle forze dell’ordine ai semplici Comuni, ove sono sempre previsti passaggi di ruolo e mobilità interne, per consentire una valorizzazione delle competenze. Il passaggio tra ordini di scuola o classi di concorso, non andrebbe in alcun modo ad incidere sul numero dei posti a disposizione per i precari, in quanto chi effettuerà il passaggio di cattedra o di ruolo automaticamente libererebbe il suo posto di provenienza.

In questo modo, si darebbe anche uno stimolo alla classe docente, consentendo a chi ha impegnato anni nel conseguire titoli di studio, una piccola progressione di carriera. Tema ampiamente dibattuto e che non ha mai trovato soluzione. Si vedrebbe la formazione come un incentivo ad una carriera professionale e non come un semplice e a volte oneroso dovere istituzionale.

I docenti di ruolo sono stati già selezionati, siamo vincitori di uno o più concorsi, ci auspichiamo che venga considerata la nostra esperienza, pertanto, chiediamo percorsi selettivi in uscita per garantire un elevato standard qualitativo della classe docente e per verificare l’acquisizione delle competenze per insegnare la nuova disciplina.

Il Dlgs 59/2017 all’art. 4 comma 3, cancellato con la Legge di Bilancio 2019, prevedeva l’istituzione di attività formative destinate a docenti di ruolo della Scuola Secondaria che desideravano conseguire altre abilitazioni.

Quel provvedimento andava migliorato, in particolare doveva essere esteso anche ai docenti di Infanzia e Primaria illegittimamente esclusi.

Sappiamo che oggi le sfide che chiediamo necessitano di coraggio e di lungimiranza, ma si tratta di creare davvero uno spiraglio di speranza e una reale strada di rinnovamento che il personale della scuola chiede. Siamo docenti di ruolo, chiediamo il riconoscimento dei titoli che con fatica e impegno abbiamo conseguito, la valorizzazione delle competenze nella formazione continua, ora sta a Lei il coraggio di riconoscerci un percorso di crescita professionale.

Tutto ciò significa concretamente distribuire la giustizia in parti uguali agli uguali, cioè a partire dal riconoscimento dei differenti meriti e talenti, nonché delle diverse situazioni di partenza che caratterizzano i docenti di ruolo rispetto alle altre categorie di docenti. Siamo vicini anche ai nostri colleghi precari che giustamente attendono una risposta, che Lei, Signor Ministro sta vagliando, i tempi sono stretti per tutti, abbiamo necessità di concretezza.

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