Docenti di ruolo in attesa di conseguire altra abilitazione: cos’è il merito? Lettera

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inviata da Paolo Martena – Egregio Ministro dell’Istruzione e del Merito, dal momento dell’insediamento del nuovo Governo, mi sono domandato cosa sia il merito, soprattutto perché, da insegnante della scuola pubblica, so che la valutazione è un processo molto complesso e che “merito” può essere una parola avvelenata che ostacola la costruzione di una società inclusiva.

Tuttavia, ho sperato che questo termine si riferisse più agli insegnanti che agli alunni, poiché riconosco la necessità di selezionare il personale docente in modo giusto ed equo. Negli anni, le strategie di formazione e reclutamento sono cambiate molto e ci sono docenti che non hanno saputo dimostrare, in nessun modo, di essere meritevoli della funzione pubblica che ricoprono, ma che sono, nonostante tutto, di ruolo. Se ciò può essere un utile sostegno per le famiglie italiane, è molto discutibile che venga offerto
a ragazzi di classi vicine un servizio che può essere molto diverso, solo perché i loro docenti sono stati “sanati”.

Ho appurato, tuttavia che il programma del MIM è molto diverso, avendo già bandito una serie di concorsi riservati ed essendosi impegnato persino a elaborare una sanatoria per gli aspiranti dirigenti, respinti all’ultimo concorso.

Mi chiedo, perciò, per quale motivo, le uniche vittime delle nuove politiche ministeriali siamo noi, che c’eravamo iscritti al concorso abilitante del 2020 che non è stato mai calendarizzato.

Lavoro nella scuola secondaria di primo grado, sono stato assunto per la classe di concorso di “matematica e scienze”, dopo la frequenza a un corso abilitante di 60 CFU e dopo il superamento di un concorso ordinario.

Sono certo che non mi risulterebbe difficile insegnare scienze nella scuola superiore, avendo basi disciplinari e metodologiche solide e avendo già superato una selezione di Stato. Ho considerato questa una grossa opportunità, perché alla mia età, si ha diritto di evolversi professionalmente, ma esistono altre priorità, rispetto a spendere molti quattrini per la frequenza a corsi universitari di dubbia utilità.

Molti miei colleghi ora rivendicano la restituzione della tassa di partecipazione di 15 euro. Personalmente non saprei cosa farmene, visto che nessuno può restituirmi le molte ore che ho speso a ripassare la chimica, che amo tanto e che non pratico da anni.

Credendo, infatti, di vivere in uno Stato “normale”, ho pensato che sarebbe stato necessario prepararsi, non solo in vista del concorso, ma anche per essere all’altezza dell’ordine di scuola successivo.

Spero che ci venga data la possibilità di essere abilitati, prima dell’attivazione dei corsi universitari, magari permettendoci di partecipare direttamente a una prova orale, sul modello di quella che si sta predisponendo al termine dei futuri corsi abilitanti. Mi sembrerebbe giusto, etico e meritocratico, ma che cos’è il merito?

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