Docenti di ruolo che vogliono spostarsi hanno la precedenza rispetto ai precari da assumere in ruolo. Sentenza

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E’ quanto stabilito dal Tribunale di Latina con sentenza n. 703/2020 in accoglimento del ricorso presentato dall’avvocato Maria Rosaria Altieri del foro di Cassino, in nome e per conto di un docente di scuola secondaria di primo grado.

Il ricorrente lamentava l’illegittimo mancato passaggio di ruolo nelle sedi richieste nella domanda di mobilità, sedi rimaste comunque libere all’esito delle relative operazioni.

Con sentenza n. 703/2020, il Giudice del lavoro del Tribunale di Latina, accogliendo integralmente le argomentazioni difensive dell’avv. Altieri riteneva l’illegittimità del vigente CCNI Mobilità
nella parte in cui limita i posti da assegnare alla mobilità professionale.

Nello specifico, l’art. 8, commi 6, 7, 8 e 9 del CCNI Mobilità a.s. 2017/18 si pone in evidente contrasto con la norma imperativa posta dall’art. 470 del D.Lgs 297/1994 ossia il testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, relativo proprio alla mobilità professionale, il quale così recita: “specifici accordi contrattuali tra le organizzazioni sindacali ed il Ministero della pubblica istruzione definiscono tempi e modalità per il conseguimento dell’equiparazione tra mobilità professionale (passaggi di cattedra e di ruolo) e di quella territoriale, nonché per la
ripartizione tra posti riservati alle immissioni in ruolo, in modo che queste ultime siano effettuate sui posti residui che rimangono vacanti e disponibili dopo il completamento delle operazioni
relative alla mobilità professionale e territoriale in ciascun anno scolastico”.

Dunque, la norma primaria attribuisce un’ampia delega alla contrattazione collettiva, ma allo stesso tempo fissa alcuni invalicabili vincoli, tra i quali appunto quello relativo al rapporto tra immissioni in ruolo e mobilità anche professionale stabilendo che alle immissioni in ruolo siano riservati sempre e comunque i posti di risulta, dando priorità nella scelta ai docenti già in ruolo che vogliano spostarsi.

La norma convenzionale di cui al riportato art. 8 del CCNI citato contrasta con tale norma primaria, per cui va disapplicata e, in sua sostituzione, va applicata la regula iuris di cui all’art. 470 del d.lgs. n. 297/1994, con il risultato di destinare in via prioritaria i posti dispari anche alla mobilità professionale

Tanto premesso il Tribunale ha riconosciuto il diritto del ricorrente al passaggio di ruolo in una delle sedi indicate nella domanda di mobilità, secondo l’ordine di preferenza.

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