Docenti di religione, “raccomandati dai Vescovi, ma pagati dallo Stato italiano”. SNADIR reagisce

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Succede durante la trasmissione su La /, “In onda” condotta da David Parenzo e Luca Telese. Intervento di Piergiorgio Odiffredi, accademico e saggista, che ha fatto un commento sui docenti di religione.

Scelti dai vescovi

Secondo l’accademico, i docenti di religione sarebbero “una spina nel fianco dello Stato laico”. La motivazione? Secondo l’accademico, tali docenti non meriterebbero di insegnare nella scuola italiana, né di essere pagati dallo Stato italiano,  poiché la loro presenza non è giustificata dal conseguimento di lauree o diplomi, ma da una semplice raccomandazione da parte dei vescovi.

Una spina nel fianco dello Stato Italiano

Inoltre, afferma Odiffredi, sono “una spina nel fianco dello Stato laico. “Spesso – afferma – vengono inseriti come docenti di religione cattolica, poi si laureano e diventano insegnanti di altre materie”.

Reazione dello SNADIR

“Di fronte a tali ingenuità e sciocchezze, – scrive il sindacato – non possiamo di certo rimanere in silenzio, e anzi, cogliamo l’occasione per ricordare a chi ancora una volta affronta la questione dell’Irc in maniera superficiale, che le attività in ordine all’insegnamento della religione cattolica rappresentano un momento puramente culturale e formativo.

In nessun modo viene violato il principio di laicità dello stato, poiché non si tratta di un’ora di catechesi, né di un’opera di indottrinamento. Quello che l’ora di religione si propone di essere all’interno della scuola italiana è piuttosto uno spazio di formazione culturale indispensabile per cogliere aspetti fondamentali della vita e delle tradizioni del nostro Paese e della nostra società.”

Versione stampabile
anief banner
soloformazione