Docenti di religione, Pittoni: il concorso riservato è possibile

Lettera inviata dal Sen. Mario Pittoni responsabile scuola della Lega e Presidente della Commissione Cultura al Senato al direttore di Avvenire in risposta all’intervento dell’On. Toccafondi:

“DOCENTI DI RELIGIONE, IL CONCORSO RISERVATO È POSSIBILE
Caro direttore,
nell’intervento sul concorso di religione l’onorevole Gabriele Toccafondi sostiene che il suo “primo obiettivo è sempre stato quello dei due concorsi: ordinario e riservato, così come per tutti gli altri insegnanti, ma… non è stato possibile”.
Come mai evita di spiegare i motivi di tale impossibilità, visto che in realtà non vi erano impedimenti tecnici o giuridici? La verità è che è mancata la volontà politica di chiudere un’operazione di semplice buonsenso, largamente condivisa dagli interessati, ma che avrebbe rappresentato un’apertura all’opposizione evidentemente valutata non opportuna. Altro che riservato impossibile!
Con l’emendamento Toccafondi, il decreto Scuola nega ai precari di religione quanto ottenuto dai colleghi abilitati di secondaria (FIT transitorio 2018) e primaria/infanzia (Concorso straordinario 2018).
Solo per loro (pur in possesso di idoneità dell’Ordinario) è previsto un concorso doppiamente selettivo, che impone il superamento di una prova scritta e una orale, di fatto disconoscendo il valore abilitante dell’idoneità ecclesiastica.
Viene inoltre sferrato un duro colpo a vincitori e idonei del concorso 2004: i pochi fortunati saranno stabilizzati “nelle more dell’espletamento” della procedura.
Cioè, una volta pubblicate le graduatorie del nuovo concorso (probabilmente nel primo semestre 2021), le vecchie liste non avranno più valore.
Tutte criticità evitabili prendendo in considerazione il nostro emendamento – che prevedeva il recupero delle graduatorie del concorso 2004, con due procedure parallele e distinte che venivano incontro sia a coloro che esercitano da anni la funzione docente sia ai giovani laureti – respinto dalla maggioranza M5S, PD, IV, LEU (scatenando la protesta dei precari), millantando tra l’altro un’inesistente unanimità in commissione sulla proposta Toccafondi.
La norma prevedeva per i prossimi concorsi a posti di IRC una quota di riserva nella misura del 50% da destinare a un concorso riservato strutturato sulla falsariga del FIT transitorio per la scuola secondaria (D.Leg.vo 59) e del concorso straordinario di cui al recente Decreto legge Dignità.
Si andava poi a risolvere definitivamente la questione degli idonei del primo concorso che, per anni, hanno atteso di essere stabilizzati e per i quali si era trovata la soluzione dello scorrimento delle graduatorie, saltata nel 2013 pare per un errore tecnico nella formulazione dell’articolato.
Infine veniva rappresentata l’opportunità di esonerare i candidati di età più avanzata e quasi sempre sprovvisti della conoscenza di lingue straniere, non essendone previsto l’insegnamento nei vecchi percorsi accademici pontifici e non essendo, peraltro, previsto negli ordinamenti vigenti l’insegnamento della religione cattolica in lingua straniera.
Mario Pittoni
Presidente Commissione Cultura Senato della Repubblica

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