Docenti di religione esclusi da ogni procedura di stabilizzazione. Lettera

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Inviata da Pasquale Nascenti – On. Sig. Ministro dott. Fioramonti, sono un insegnante di religione in servizio presso una scuola primaria statale.

Sono rimasto senza parole ascoltando la parte del Suo discorso dedicato agli insegnanti di religione pronunciata in seno all’Audizione svoltasi ieri 5 novembre con le Commissioni Cultura di Camera e Senato riunite per la presentazione delle Linee programmatiche. Lei ha affermato: “Al momento non è prevista l’attivazione di procedure di reclutamento per tali docenti ulteriore a quelli che già esistono”.

In un primo momento ho pensato potesse trattarsi di un grande equivoco. I circa 2.000 docenti idonei del concorso di immissione in ruolo svoltosi nel 2004 a cui si aggiungono altri 15.000 docenti incaricati annuali sono già in servizio come precari da oltre 15 anni e occupano posti vacanti e disponibili.

Si tratterebbe quindi di immettere in ruolo chi già lavora da anni. La proposta di legge 1606 presentata dagli onorevoli Frate e Angiola lo scorso febbraio va proprio nella direzione di una stabilizzazione.

In un secondo momento ho realizzato che l’intento delle sue parole fosse precisamente questo: escludere deliberatamente ogni procedura di stabilizzazione che possa riguardarci.

Nell’affermare ciò Lei, Sig. Ministro, non ha offerto nessuna spiegazione del perché abbia optato di escluderci dalle Linee programmatiche. Vorrei sentire le Sue motivazioni Sig. Ministro.

Averci escluso da ogni procedura di stabilizzazione è stata una decisione lesiva della professionalità che ogni giorno portiamo in classe, per il bene e la crescita culturale dell’intero Paese.

Auspico vivamente che il dialogo su questo tema possa riaprirsi serenamente, senza chiusure di sorta, con le Organizzazioni sindacali, nelle sedi opportune.

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