Docenti di Religione cattolica ed educatori, il Ministero conferma gli organici: per Anief adesso servono le assunzioni

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Rimane praticamente immutato l’organico dei docenti di Religione cattolica, in vista del prossimo anno scolastico: dal 1° settembre 2021 saranno infatti 17.073 le cattedre dei docenti di Irc, appena due in più di quest’anno. Anche la quantità di personale educativo è leggermente cresciuta, giungendo a 2.296 unità. I numeri sono stati forniti ai sindacati ieri pomeriggio dall’Ufficio del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del ministero dell’Istruzione.

All’incontro c’era anche l’Anief, che ha ricordato quanto le due categorie professionali debbano fare i conti con un’altissima percentuale di precari: per entrambe, quindi, occorre bandire il prima possibile delle procedure di reclutamento riservate al personale con almeno 24 mesi di servizio, con lo sviluppo di graduatorie ad hoc, dalle quali attingere per coprire progressivamente l’alto numero di posti vacanti e disponibili. Posti che, tra l’altro, dovrebbero essere molti di più, considerando le tante ore tagliate nell’ultimo ventennio.

 

Come per gli insegnamenti comuni, anche quelli di religione cattolica e tra gli educatori vengono confermati i numeri dell’attuale organico, con qualche unità di personale in più. A comunicarlo alle organizzazioni sindacati è stata la dirigente ministeriale Valentina Ummarino, supportata dal dottor Giovanni Campanella, dell’Ufficio della Direzione generale per il personale scolastico.

Nell’occasione, Alessandro Manfridi, referente nazionale Anief Irc, presente per il giovane sindacato assieme a Giuseppe Faraci della segreteria nazionale, ha sottolineato l’urgenza di applicare, come avvenuto con il Decreto Ministeriale 8 agosto 2020, n.93, le indicazioni dell’art. 1bis, comma 3, della Legge 20 dicembre 2019, n.159 che converte con modificazioni il decreto-legge 29 ottobre 2019, n.126, aggiungendo che sarebbe auspicabile, come già da tempo richiesto da Anief e dalle altre organizzazioni sindacali, l’immissione in ruolo non solo dei colleghi in numero pari ai colleghi che hanno avuto accesso al pensionamento, ma dell’intero contingente dei candidati docenti di religione vincitori del concorso 2004 e mai assunti pure essendo inseriti negli elenchi da cui attingere per il ruolo. Quasi vent’anni per entrare in ruolo dopo avere superato un concorso è un dato che parla da solo.

Il sindacato Anief ricorda che la loro immissione in ruolo, come pure quella degli educatori, equiparati ai docenti della scuola primaria, non comporterebbe dunque alcun aggravio sostanziale per le casse dello Stato.

Procedere con l’assunzione di coloro che hanno svolto almeno 24 mesi di servizio su 100 per cento dei posti vacanti e disponibili, tra l’altro, andrebbe a cancellare quella piaga della supplentite che imperversa da troppo tempo anche su queste categorie.

 

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