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Docenti di musica e strumento: attività concertistica, aspettativa, compatibilità con il pubblico impiego. TUTTE LE INFO

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Oggi poniamo sotto la lente d’ingrandimento l’istituto giuridico dell’Aspettativa non retribuita per svolgimento di diversa attività lavorativa. Quando un docente può richiederla? Viene sempre concessa? Vi sono delle condizioni? Tale fenomeno è abbastanza diffuso tra i docenti di strumento musicale i quali spesso vivono una doppia professione, insegnante e concertista. Sono compatibili? Il punto.

Consulenze per i lettori – L’attività concertistica solista ed orchestrale dei docenti di musica e strumento.

Un affezionato lettore ci chiede un parere:

“Salve sono un docente di strumento musicale di ruolo da qualche anno presso la scuola secondaria di secondo grado. Da molto tempo, insieme al mestiere di insegnante, svolgo attività concertistica regolarmente retribuita. Recentemente ho svolto un’audizione [vinta] presso un importante teatro per accedere all’Orchestra del medesimo. Come funziona? Posso svolgere entrambi le professioni, o solo una alla volta? 

Quello di cui sta parlando il nostro lettore è il tema delle incompatibilità e del cumulo di impieghi per i dipendenti della pubblica amministrazione. Iniziamo col dire che la sovrapposizione o contemporaneo svolgimento di professioni quali Docente di ruolo e Orchestrale con contratto a tempo determinato della durata annuale presso un ente pubblico, Teatro, non è consentita. Esiste però per il personale della scuola la possibilità di svolgere altri lavori sospendendo per un periodo quello di docente. Naturalmente vi sono delle condizioni.

Ciò che dovrà fare il nostro lettore sarà sospendere il rapporto di lavoro [richiesta di aspettativa non retribuita al D.S.] come docente. Lo prevede l’art. 18, comma 3, del CCNL del 29.11.2007:

Il dipendente è inoltre collocato in aspettativa, a domanda, per un anno senza assegni per realizzare l’esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova.”

I limiti del periodo di aspettativa

Il periodo di aspettativa è concesso per un tempo corrispondente ad un anno scolastico. Per cui, pur essendo richiesta per un più breve periodo, comunque esaurirà i suoi effetti alla fine dell’anno scolastico (1 settembre – 31 agosto). Una volta fruita, anche se per un periodo inferiore all’anno scolastico, la stessa non potrà essere prorogata.

Il collega che scrive potrà quindi richiedere aspettativa di cui all’art. 18 comma 3 del CCNL Scuola con la consapevolezza che al termine del periodo indicato dovrà fare una scelta: rientrare a scuola o lasciarla definitivamente per la nuova attività artistica.

Durante il periodo di aspettativa i diritti e i doveri del lavoratore sono sospesi, con particolare riguardo sia alla prestazione lavorativa da parte del dipendente, sia a quello della retribuzione da parte del datore di lavoro .

Presentazione istanza Aspettativa – Occorre essere di ruolo, non importa se neoassunti o meno

Ai sensi dell’art. 18/3 del CCNL comparto Scuola l’aspettativa per realizzare l’esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova è attribuita a domanda dal dirigente scolastico al personale docente, educativo ed ATA assunto a tempo indeterminato [non è necessario aver superato il periodo di prova].

È escluso dai beneficiari tutto il personale docente, educativo ed ATA assunto a tempo determinato (non importa la scadenza del contratto).

Il dipendente è tenuto a presentare con un ragionevole anticipo [a meno di motivi urgenti e imprevedibili] richiesta di congedo redatta per iscritto, in carta semplice, indirizzata al proprio dirigente scolastico contenente la ragione per cui è richiesta l’aspettativa e la data di decorrenza dalla quale intende fruire della stessa.

Nell’istanza il dipendente dovrà precisare ed attestare l’esperienza lavorativa per la quale chiede di essere collocato in aspettativa:

  • se l’esperienza lavorativa è presso un Ente pubblico (ad es. un ente lirico regionale come può essere un Teatro) , basterà un’autocertificazione a supporto della richiesta;

  • se l’esperienza lavorativa è presso un soggetto privato, è bene che il dipendente esibisca una certificazione che attesti la nuova esperienza lavorativa.

Per quanto riguarda la dicitura “Ente pubblico”, quest’ultimo deve essere al di fuori del comparto Scuola.

Cosa deve fare il Dirigente una volta acquisita la richiesta del docente

L’aspettativa di cui all’art. 18/3 per realizzare l’esperienza di una diversa attività lavorativa o per superare un periodo di prova spetta di diritto al personale docente, educativo ed ATA assunto a tempo indeterminato e non è subordinata alla discrezionalità del dirigente scolastico o alle “esigenze dell’amministrazione”.

La norma, infatti, prevede testualmente che il dipendente, a domandaè collocato in aspettativa, non lasciando, pertanto, alla scuola alcun margine di discrezionalità legato a esigenze di servizio.

Pertanto, il dirigente si deve limitare ad un controllo sulla correttezza formale della domanda, non avendo alcuna discrezionalità, ma dovendosi limitare soltanto alla mera verifica della sussistenza dei requisiti e delle condizioni prescritti dalla norma [autocertificazione o certificazione a giustificazione della richiesta]

L’attività concertistica occasionale – Necessaria l’autorizzazione del DS

E’ possibile essere autorizzati all’esercizio di libere professioni che non siano di pregiudizio all’assolvimento di tutte le attività inerenti alla funzione docente e siano compatibili con l’orario di insegnamento e di servizio. Tra queste rientrano le attività concertistiche in qualità di musicista solista ed orchestrale.

Più in generale la norma prevede che possono essere autorizzati altri incarichi di lavoro che rispondano a tali condizioni:

  • la temporaneità e l’occasionalità dell’incarico. Sono, quindi, autorizzabili le attività non di lavoro subordinato esercitate sporadicamente ed occasionalmente, anche se eseguite periodicamente e retribuite, qualora per l’aspetto quantitativo e per la mancanza di abitualità, non diano luogo ad interferenze con l’impiego;
  • il non conflitto con gli interessi dell’amministrazione e con il principio del buon andamento della pubblica amministrazione;
  • la compatibilità dell’impegno lavorativo derivante dall’incarico con l’attività lavorativa di servizio cui il dipendente è addetto tale da non pregiudicarne il regolare svolgimento.

N.B.: In questo articolo abbiamo parlato di Aspettativa per svolgimento di altra attività lavorativa. A seguire vi sono altri istituti giuridici sotto lo stesso nome di “aspettativa” ma che sono differenti da quella appena trattata:

Aspettativa per motivi di famiglia, personali e di studio: come, quando e per quali motivi è possibile la fruizione (orizzontescuola.it)

Assenze docenti e Ata: aspettativa per ragioni personali, di famiglia e di studio (orizzontescuola.it)

Aspettativa per motivi personali, di famiglia e di studio: quando può essere interrotta – Orizzonte Scuola Notizie

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