Docenti delle scuole paritarie devono essere abilitati, ma il Miur non attiva percorsi o concorsi

di redazione
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Comunicato SINASCA – Fino a quando per insegnare nelle scuole secondarie del servizio scolastico nazionale, di cui fanno parte a pieno titolo le scuole paritarie, esiste il vincolo di possedere il titolo di abilitazione, è dovere dello Stato provvedere ad istituire i necessari percorsi per poterlo conseguire.

Cosa aspetta il MIUR ad avviare percorsi/concorsi per permettere ai docenti laureati, in servizio anche da anni nelle scuole paritarie, di potersi abilitare all’insegnamento nelle scuole secondarie?

Infatti, la scuola paritaria, in mancanza di docenti abilitati, è costretta ad assumere docenti laureati solo a tempo determinato, dovendo rispettare la legge di “parità”, la quale impone che a tempo indeterminato sia possibile solo l’assunzione di docenti forniti di abilitazione.

Questo mette in grave difficoltà sia le istituzioni scolastiche, sia i docenti costretti dallo Stato a restare precari, a causa della sua colpevole inefficienza.

Infatti i docenti non potendo conseguire il titolo di abilitazione sono costretti a restare precari assunti da settembre a giugno e ad ingrossare, al termine del contratto, le file dei lavoratori che accedono all’indennità di disoccupazione, con aggravio economico per le casse dello Stato, solo perché lo Stato stesso non permette la stabilizzazione del loro rapporto di lavoro.

Il 1° ottobre il MIUR ha dato il via all’istituzione di un concorso straordinario per il reclutamento e per l’acquisizione dell’abilitazione riservato ai docenti precari che hanno insegnato per tre anni nella scuola statale, escludendo di fatto i docenti ugualmente “precari” che hanno insegnato nelle paritarie dal potervi partecipare, neppure per l’acquisizione della sola abilitazione.

La legge 145/2018 aveva previsto un concorso ordinario con valore anche abilitante, ma il MIUR non pensa ancora a bandirlo, provvedendo ad indire entro l’anno solo il concorso riservato ai docenti statali, penalizzando i docenti con uguali titoli didattici e di servizio e con la stessa situazione di precarietà che lavorano e hanno lavorato nella scuola paritaria.

Il SINASCA intende difendere i diritti di coloro che forniti di lauree magistrali quinquennali e di servizio pluriennale di docenza nella scuola paritaria restano precari, solo perché lo Stato attraverso il MIUR è inadempiente, manchevole e discriminante nei confronti di coloro che dopo la laurea non possono completare con l’abilitazione il loro percorso di studio.

Gli iscritti, con la forza della loro adesione, sono chiamati a sostenere il SINASCA, perché il futuro della scuola e la formazione dei giovani passa anche attraverso la stabilizzazione del personale docente.

Il Segretario Generale
Prof. Pierluigi Cao

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