Docenti della S.S. I grado Bonito Cosenza di Castellammare di Stabia (Na) contrari al DDL Scuola

di redazione
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Il progetto governativo denominato “La Buona Scuola” è ormai all’esame del Parlamento e l’ultima stesura si è rivelata molto diversa e, se possibile, decisamente peggiore rispetto al testo iniziale. Chi, come noi, vive nella scuola da decenni lavorando con serietà e professionalità, non può esimersi dal mostrare al propria preoccupazione per i contenuti della riforma che, nella migliore delle ipotesi, denota una scarsa conoscenza del sistema e delle reali esigenze della scuola italiana.

Il progetto governativo denominato “La Buona Scuola” è ormai all’esame del Parlamento e l’ultima stesura si è rivelata molto diversa e, se possibile, decisamente peggiore rispetto al testo iniziale. Chi, come noi, vive nella scuola da decenni lavorando con serietà e professionalità, non può esimersi dal mostrare al propria preoccupazione per i contenuti della riforma che, nella migliore delle ipotesi, denota una scarsa conoscenza del sistema e delle reali esigenze della scuola italiana.

La stabilizzazione dei precari è senza dubbio un aspetto positivo, sebbene imposto dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea, ma non può essere usata come grimaldello per introdurre norme e procedure la cui incostituzionalità è stata stigmatizzata da eminenti giuristi.

In tutto il suo impianto il DdL del 12 marzo 2015 sulla Riforma del Sistema nazionale di Istruzione e Formazione mostra la sua inadeguatezza e lascia emergere una precisa volontà di stampo reazionario che cerca a tutti i costi di fare terra bruciata delle conquiste democratiche che, dagli anni settanta in poi, avevano apportato positive innovazioni nell'ordinamento scolastico italiano. Dopo attenta lettura sono stati evidenziati numerosi criticità che
di seguito si riportano:

· L’incipit della relazione tecnica al DDL che così recita:
"Trattasi di norma a carattere ordina mentale che non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica" chiarisce subito che il governo, nonostante gli annunci, non intende in alcun modo investire alcunché nella
pubblica istruzione e che si tratta, praticamente di una "partita di giro" cioè alle nuove spese corrisponderanno ad altrettanti tagli. In particolare le assunzioni previste saranno a carico di tutta la comunità scolastica mediante il blocco degli scatti di anzianità fino al 2018 e il mancato rinnovo del contratto;

· Il DDL, per esplicita dichiarazione (art. 2, comma 2), sul principio della valorizzazione del merito di docenti e dirigenti "per innalzare il livello generale delle competenze e assicurare la migliore offerta formativa e didattica agli alunni e agli studenti", contiene due articoli (art. 7 Competenze del dirigente scolastico; art. 8 Piano assunzionale straordinario) che non solo contravvengono a questo principio obbligando, ad esempio, migliaia e migliaia di docenti ad accettare il ruolo sul sostegno e non nelle classi di concorso dove hanno insegnato per anni, ma introducono, anche per la scuola pubblica, l'oggettiva possibilità di essere sommersa da forme di corruzione, brogli, privilegi, clientelismo per quanto attiene l'assunzione dei docenti.

· al dirigente scolastico viene conferito un potere decisionale praticamente illimitato, in particolar modo per quanto riguarda la definizione dei criteri per la stipula di contratti triennali ai docenti.

Questo collide in maniera stridente con il principio di imparzialità della pubblica amministrazione sancito dall'art. 97 della Costituzione. Inoltre il dirigente scolastico diviene responsabile (oltre che gerarchicamente sovraordinato ai docenti) delle scelte didattiche e formative in evidente contrasto con la libertà di insegnamento tutelata dall’art. 33 della Costituzione; inoltre affidando ai dirigenti scolastici un potere decisionale così esteso si aprirà una falla spaventosa, su tutto il territorio nazionale, nel sistema della scuola pubblica da dove entreranno corruzione, privilegi, raccomandazioni, clientelismo insomma il peggio del peggio del nostro paese.

· La detraibilità delle rette scolastiche private rappresenta una ulteriore sottrazione di risorse alla scuola pubblica in quanto, secondo il Miur, costerebbe 116 milioni di euro nel 2016 e 66 milioni nel 2017 aggiungendosi ai 500 milioni che annualmente lo Stato devolve alle scuola private, ancora una volta in spregio del dettato costituzionale che non prevede oneri a carico dello stato per le scuole private;

· L'art. 22 prevede, entro sei mesi dall'approvazione del disegno di legge, l'avvio delle procedure per il contratto scuola e per il contratto dei dirigenti; tra gli indirizzi della futura contrattazione sono già previste le modifiche innovative necessarie per garantire coerenza giuridica, logica e sistematica e l'abrogazione esplicita di ogni disposizione contrattuale precedente. In sostanza l'approvazione del disegno di legge equivale alla fine della contrattazione che dovrà semplicemente adeguarsi alla presa d'atto del nuovo modello autoritario di scuola e limitarsi a ratificare disposizioni contrattuali attuative e coerenti.

· La lettura dall'art. 24, comma 3, che testualmente recita: “Le norme della presente legge sono inderogabili e, a decorrere dalla data di entrata in vigore, le norme contenute nei contratti collettivi, contrastanti con quanto previsto dalla presente legge, sono inefficaci" fuga ogni dubbio sugli intenti antidemocratici di questo governo e sulla sua pericolosa deriva autoritaria .

Alla luce di quanto sopra esposto i docenti della Scuola Secondaria di primo grado Bonito Cosenza di Castellammare di Stabia esprimono il loro fermo dissenso all'approvazione del DDL e ne auspicano il ritiro e la totale
revisione.

I Docenti della Scuola Secondaria di primo grado Bonito Cosenza

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