Docenti del potenziamento, basta lamentele. Lettera

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Sono un docente di organico potenziato A032 ( educazione musicale nella scuola media).

In questi mesi, ho letto le lamentele di molti colleghi, ai quali pongo le seguenti domande ( fatevi queste domande e datevi le risposte):

1) Siamo in un periodo in cui, nel settore privato, con l’abolizione dell’articolo 18 e il Jobs Act, forse stanno peggio di noi, quindi pensiamoci molto bene, prima di avanzare pretese e lamentele, dal momento che siamo a tempo indeterminato.

2) Molti colleghi dicono: ” tanto siamo precari ugualmente”, forse dimenticando che siamo inseriti in ambiti territoriali: se nessun preside ci seleziona, comunque siamo assegnati d’ufficio a una scuola dal Provveditorato, col criterio della viciniorietà alla sede indicata di preferenza.

3) Vi piaceva essere precari? Siete così sicuri? Luglio e agosto non pagati, sempre in balìa di governi che cambiavano, con la prospettiva ( in alcune materie come la mia), di restare precari per almeno altri 10, 15 anni. Bello, eh?

4) Svolgiamo mansioni che sono definite di giorno in giorno, ” dequalificanti”? Ah, si? E’ poi ” qualificante” per un laureato in Fisica Nucleare ( e non solo di 25 anni), andare a friggere patatine per 800 euro al mese? Sono cose che accadono, eh, cari colleghi, non sto parlando di fatti contrari al vero.

5) Si è parlato, a suo tempo, di ” deportazione”. Termine improprio: nessuno ci ha ( e VI ha) costretto ad accettare il ruolo. Potevamo restare precari in graduatoria. Abbiamo accettato? Ok, siamo di ruolo, a tempo indeterminato, ribadisco, in un momento in cui per molti lavoratori, questo traguardo è una chimera. Pensiamoci bene prima di lamentarci, per cortesia. Il resto, sono solo chiacchiere e discorsi da bar.

Diego Gallerani

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