Docenti con tre anni di servizio non sono da selezionare ma da stabilizzare. Lettera


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inviata da Prof.ssa di violino Luigina Conte – Gentile Presidente Mi chiedo se nel trovare una mediazione politica per il concorso straordinario per i docenti precari, lei abbia tenuto conto di questi aspetti:

si parla di selezionare docenti che per tre anni minimo hanno svolto a pieno titolo questa funzione con tutti gli oneri, le responsabilità e la professionalità dovute, formando, valutando, esaminando ed entrando nelle vite di migliaia di giovani e famiglie, condividendo con loro difficoltà e prospettive per la loro educazione e formazione.
Ebbene solo per questo risulta offensivo pensare che si parli di questi docenti come persone da selezionare e non da stabilizzare e si parli di merito da testare o esaminare e non di professionalità acquisita con l’esercizio della professione in anni di precariato.
Quando serve allo Stato per coprire le  incapacità della politica, si assumono docenti dalle graduatorie basta il titolo, quando bisogna garantire  a quei lavoratori della scuola, come a tutti i lavoratori precari il diritto ad avere un lavoro stabile e nella scuola anche garantire la fondamentale continuità didattica, beh! allora si parla di merito!
Il merito bisogna richiederlo dal primo giorno che si entra nella scuola non dopo che si è entrati per anni nelle vite di tante famiglie quale educatore e formatore, altrimenti lo Stato sta dicendo che docenti non meritevoli e non qualificati hanno svolto, per suo conto, questa funzione in attesa di un test o di un esame selettivo che indicasse il loro grado di competenza e professionalità!
Allora tutti i genitori degli studenti che hanno creduto e condiviso le loro vite con quei docenti cosa dovrebbero pensare?!
Tutto questo perché la politica funziona per opportunità e non per ragionevolezza e buon senso!
La soluzione era stata data!
Riconosciamo il lavoro e la professionalità acquisita sul campo dai docenti che dopo almeno tre anni di servizio passano giustamente di ruolo  con un anno di prova che confermi l’abilitazione acquisita all’insegnamento e incominciamo a testare, se vogliamo introdurre il merito, tutti quelli che vogliono entrare nella scuola. Il miglior test Presidente, e lei che è un professore lo sa, è quello che si fa sul campo!
La politica è ancora in tempo per dimostrare che il lavoro è dignità e che continuare a precarizzarlo è segno di inciviltà e di incompetenza!  Se poi questo avviene nella scuola  dove si forma il futuro delle nuove generazioni, allora è follia!
Confidando nella ragionevolezza e la buona fede con cui fino ad oggi ha guidato questo governo, confido che voglia cercare la soluzione più giusta, che a mio parere non è l’attuale compromesso sul concorso straordinario, nell’interesse del nostro meraviglioso Paese.
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